IL NUOVO BLOG CHE TI INSEGNA A VOLARE CON LA FANTASIA...


il ventaglio di pagine


CARLO RUTA - FIRMA LA PETIZIONE!
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Io mi girai e vidi un arcobaleno che non andava e non veniva, che semplicemente stava , facendo ponti per i mondi, facendo ponti per i sogni.


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...tutto è ancora da fare, da sognare, da lottare...

venerdì 23 maggio 2008

NEL GIORNO DELLA NOSTRA MEMORIA

Volutamente ho aspettato la mezzanotte per scrivere del grande uomo il cui anniversario della morte cade oggi 23 maggio.
Oggi pesa un pò più degli altri. Oggi è il giorno il cui la mafia ha vinto e festeggia a colpi di biecchieri di vino la sua battaglia (perchè di battaglia si tratta). Ce lo hanno portato via, e sono passati 16 anni da quel maledetto sabato soleggiato.
Sono passati 16 anni e ancora, fortunatamente, vedo attorno a me, persone vicine e lontane che lo ricordano, che portano avanti le sue idee. E' doveroso, credo. Niente da dire in più. Tutti sanno chi E' Falcone. Perchè E' ancora...non era...'era' sarebbe passato, ma lui c'è, SEMPRE,

lui c'è nelle idee, nei sorrisi, nelle piccole battaglie vinte, e perchè no, anche in quelle perse, nel pensiero giornaliero di chi lo ha amato, ma credo anche di chi lo ha odiato, l'ombra di Giovanni Falcone fa ancora paura alla mafia, ed è un mio scudo, e se ogni tanto vorrei mollare, poi stringo la presa anche se le corde mi rompono le mani...


23 maggio 2008, Palermo.

"Nel 1992, sedici anni fa, ero a una festa, ero a un matrimonio... arrivò una notizia, non c'erano ancora i telefonini... e quindi, di bocca in bocca. Andammo a vedere il telegiornale, erano le sette del pomeriggio, più o meno, quando andammo a vedere il telegiornale. Non è stato tanto il fatto di cronaca, in sè. Ha cambiato anche la mia visione del mondo, il mio rapporto con questa terra... è stata la vostra reazione. Il giorno dopo mi arrivò addosso, come qualcosa che mi riguardava, anche se vivevo molto lontano. Mi riguardava fortemente. Allora scrissi una cosa, che stasera vi rileggo, dopo tanti anni...


Migliaia di ragazzi in piazza a Palermo un saluto alla bara del giudice Falcone, hanno bisogno di una risposta. Hanno bisogno di protezione.
I ragazzi son stanchi dei boss a potere; i ragazzi non possono stare a vedere, la terra sulla quale crescerà il loro frutto bruciato ed ad ogni loro ideale distrutto.
I ragazzi denunciano chiunque acconsenta col proprio silenzio un'azione violenta.
I ragazzi son stanchi e sono nervosi, in nome di Dio a fanculo i mafiosi.
I ragazzi denunciano chi guida lo stato per non essersi mai abbastanza impegnato, a creare una via per chi vuole operare, senza esser costretto per forza a rubare, per creare una via per gli uomini onesti, per dare ai bambini valori robusti che non crollino appena si arriva ai 18, accorgendosi che questo mondo è corrotto.
I ragazzi non credono alcuna parola di quello che oggi c'insegna la scuola.
I ragazzi diffidano di ogni proposta non stanno cercando nessuna risposta, ma fatti, giustizia, rigore morale da parte di chi calza questo stivale.
I ragazzi hanno il tempo che gli tiene in ostaggio, ma da oggi hanno deciso di farsi coraggio, cultura di pace, coraggio di guerra, il coraggio di vivere su questa terra e di vincere qui questa nostra battaglia, perché quando nel mondo si parli d'Italia non si dica soltanto la mafia, i mafiosi, perché oggi è per questo che siamo famosi, ma l'Italia è anche un'altra, la gente lo grida: i ragazzi son pronti per vincere la sfida".

giovedì 22 maggio 2008

LA CATENA DI SAN LIBERO - 364

La Catena di San Libero n. 364
21 maggio 2008

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Nel giorno di Falcone. I siciliani antimafiosi, nel giorno di Falcone, fanno manifestazioni e ricordi, dispiaciuti perché Falcone non c'è più. Sono circa un quarto della popolazione. I siciliani mafiosi, che sono più o meno altrettanti, festeggiano fra di loro e ne hanno buoni motivi: è stato cancellato il principale apporto giuridico di Falcone (l'unitarietà di Cosa Nostra, con tutto ciò che ne consegue), è stato riportato in Cassazione il giudice che dava a Falcone del credino (il giudice Carnevale), è stato trionfalmente eletto un governo che considera eroe, invece di Falcone, un “uomo di panza” che ha eroicamente rispettato l'omertà, il grande Mangano.
E i siciliani mezzi-mezzi, la maggioranza, quelli che non hanno il cinismo di appoggiare la mafia ma neanche il coraggio di combatterla? Per loro, il problema principale è l'ignoranza. “Mi faccio i fatti miei”. Non hanno la minima idea di quanto il sistema mafioso gli ruba individualmente ogni giorno, in termini di denaro. Non sospettano che potrebbero essere, se non ricchi, almeno benestanti, in una regione ricca come questa, se non ci fosse la mafia. Sono onestamente convinti che mafia e antimafia siano questioni ideali (e dunque, per la cultura paesana, irrilevanti) e non materiali. “Mi faccio i fatti miei”.
L'informazione mafiosa, che un tempo serviva a dire “la mafia non esiste”, adesso serve a dire che la mafia esiste sì ma è una cosa che riguarda solo mafiosi e giudici e non la gente normale. Una cosa da diavoli o da eroi, insomma. Buona per i dibattiti e le fiction, ma non per la vita normale. Perciò il lavoro principale che c'è da fare oggi in Sicilia è principalmente d'informazione. Non solo sulle notizie delle singole malefatte (il che è già tanto, perché qui i malfattori comandano ai giornali), ma soprattutto sul quadro generale, sull' “atmosfera”, sui problemi concreti che vivere in un paese mafioso comporta anche per chi non pensa a ribellarsi. Non lo si può fare alla meno peggio (raccontare una società è un lavoro abbastanza complesso) e non lo si può fare a suon di slogan (non c'è un prodotto da vendere ma una mentalità da trasformare). Però, quando si riesce a farlo come Dio comanda, funziona. E' stato così che a Palermo per alcuni anni ha avuto assai peso l'antimafia e a Catania si è riusciti a scacciare i cavalieri.
Questo lavoro, i grossi giornali non lo faranno mai: non puoi fare un grosso giornale senza avere grosse imprese alle spalle; e nessuna grossa impresa, ormai,può sopravvivere senza far patti col diavolo (il caso Repubblica a Catania insegna). I giornali piccoli (come noi) possono tentare di farlo sì, ma, salvo eccezioni, possono concludere poco (e le eccezioni si pagano con vite umane).E allora chi? I giornali piccoli, magari piccolissimi (tipo quello che puoi fare anche tu, nella tua scuola o nel tuo paese) però in rete: scambiandosi le notizie, organizzandosi insieme, e usando per tutto questo l'internet, cioè la rete più rete di tutte. Questo richiede tempo, richiede pazienza a non finire (tenere insieme dei siciliani, con rete o senza, è un'impresa da Giobbe, e ne sappiamo qualcosa), però, tutto sommato, può funzionare. In una rete di questo tipo bisogna lavorare molto: certo, è più divertente che sotto padrone (non è mai divertente lavorare per qualcun altro) ma il problema è che l'obbiettivo è molto alto: non si tratta di fare una cosa simpatica per sentirsi appagati, ma di far concorrenza ai giornali dei padroni, con l'obiettivo finale di spazzarli via dal mercato e dare un'informazione libera alla maggior parte della gente. Non un'operazione di nicchia (o di ghetto), insomma, ma il tentativo consapevole di costruire un'egemonia. Fra vent'anni, Peppino Impastato dovrà pesare molto di più di Berlusconi, come comunicazione di massa. “Si, vabbe'...” dici tu. Eppure, trent'anni fa,in Italia le radio di base sono arrivate molto prima di Mediaset; e non erano poche: duecentocinquanta, in tutta Italia, con una copertura globale non indifferente.
E allora com'è che ha vinto Berlusconi?
Per tre motivi precisi:
1) erano ognuna per conto suo, e Radio Firenze - ad esempio - non sapeva cosa faceva Radio Aut a Cinisi;
2) non parlavano in italiano (cioè la lingua che usano gli italiani) ma in politichese, perché i loro leader così si sentivano più importanti;
3) non capivano che stavano usando delle radio libere - cioè una cultura e una tecnica completamente nuove - e non dei ciclostili o dei bollettini di partito.
Così Peppino è rimasto solo.


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Adesso la situazione è sostanzialmente la stessa. Tanti gruppi diversi (moltissimi che stanno internet) ma ognuno per conto suo. Tanti linguaggi “ideologici” (cioè del ceto medio acculturato) e pochissimo intervento nei quartieri.
Tanti siti, blog, giornaletti e giornali, ma tutti rassegnati alla solitudine, ad essere voci locali e non anelli di rete. Bene, tutto ciò non vuol dire niente, non c'è nulla d'irreparabile. Dipende tutto da noi, esclusivamente da noi. Certo, a volte verrebbe voglia di sbattersi la testa al muro. Casablanca chiusa per mandanza di poche migliaia di euri, Graziella Proto lasciata sola - dalla sinistra illustre, ma anche da un po' di società civile isolana - a combattere la sua guerra, come se fosse stata una guerra sua personale. E anche ora, qui a Catania, almeno due (forse tre, non si sa ancora) liste distinte della società civile locale, ognuna per sé e Dio per tutti. Credo che pure Giobbe bestemmierebbe.Però, tutto sommato, avrebbe torto. In fondo, si tratta solo di problemi di crescita. C'è molta più unità che negli altri anni (le legnate quantomeno servono a questo); “Facciamo un giornale-rete tutti insieme” ormai suscita solo dei “Sì però” perplessi e non dei “No!” secchi e brutali come qualche anno prima. Ci sono degli ottimi gruppi di quartiere, e l'ultima generazione di ragazzi - se non la rovinano i vecchi - sta crescendo bene. Persino qui alle elezioni, che sono la cosa più avida e avara che ci sia, è mancato solo un pelo a fare la lista unica di base, e non è detto che la prossima volta non ci si riesca.

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Razza e affari.
Prendiamo Roma e il sindaco Alemanno, che lunedì scorso ha visitato il Casilino 900, il più grande campo nomadi della Capitale, con le telecamere di Vespa al seguito. Dunque, l’operazione è semplice. Come prima cosa si enfatizza il problema della presenza dei rom in un determinato quartiere della città, poi si crea ad arte un “casus belli”, che permette di aumentare la tensione nel quartiere, complici i giornali amici e non, a livelli drammatici. Che cosa resta da fare, allora, se non deportare i rom in un’area maggiormente periferica. Qui i “palazzinari” acquistano i terreni intorno al nuovo campo nomadi, che praticamente, considerato il rischio-zingari, non hanno valore di mercato. Dopodichè, sempre con le medesime tecniche, si fa in modo di creare nuovamente l’allarme rom, che vengono nuovamente cacciati e spinti fuori dal Grande raccordo anulare. A quel punto la zona liberata è “risanata” per sempre, i progetti di edificazione, presumibilmente già previsti dal piano regolatore o da una sua eventuale variante, escono dai cassetti, le imprese ottengono i permessi di cantierizzazione. I prezzi delle future case vanno alle stelle. Morale: i rom non hanno fatto altro che da “testa di ponte” inconsapevole. Potete giurarci, dove oggi vivono loro, tra qualche anno nascerà un complesso residenziale, completo di servizi e fermata della metropolitana. Magari proprio al Casilino 900. La più importante legge economica del nostro tempo, “i poveri sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi”, è rispettata.
[riccardo de gennaro]

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Maroni
Camerata ministro, Voi non appartenete all'ala nazista del Partito, avete già governato e non portate porci in giro per le moschee. Perciò, come ministro di polizia, Vi chiedo: quanti camorristi sono stati arrestati a Napoli per avere organizzato l'assalto armato ai campi della Razza Inferiore? Chi comanda effettivamente l'ordine pubblico a Napoli? Voi, Bassolino, la Polizia, la Camorra?

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Dio stramaledica l'Europa
"La política de inmigración italiana es racista y xenófoba". "En Italie, un climat de chasse à l'étranger". Ecc.

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Obbiettivi
La Semplificazione Finale del problema zingaro.

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La Grande Guerra (Promemoria).
Dei 17.997 cittadini del Lazio morti in guerra fra 1l 1915 e il 1918 più della metà (10.034) erano contadini. 1.920 erano operai edili e 740 operai industriali. C'erano poi 557 carrettieri, 477 falegnami, 437 calzolai e 288 fornai. Gli impiegati erano 720, gli studenti 402 e gli ufficiali 229.

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Usa/ Guerra dei media
Mentre nella nostra piccola provincia dell'Impero fa discutere un giornalista che dice in Tv cose già scritte sui libri, oltreoceano si aprono nuovi fronti nella guerra dei media, dove la posta in palio non è la conquista di un territorio, ma il controllo del consenso e delle coscienze. Non contento di possedere la stazione televisiva Fox, l'ariete repubblicano che ha riportato Bush alla Casa Bianca, nel gennaio scorso Rupert Murdoch ha acquistato il Wall Street Journal, e quattro mesi dopo il direttore Marcus Brauchli ha rassegnato le dimissioni. Una vicenda che ricorda molto da vicino il conflitto tra Berlusconi e Montanelli, e tutte le guerre tra giornalisti e padroncini che si concludono sempre con la sconfitta del giornalismo.Ma questa volta si è fatto anche di peggio. Il vuoto editoriale lasciato dal direttore uscente è stato colmato proprio dal padroncino, e il nuovo corso del Wall Street Journal è stato inaugurato con un editoriale di Murdoch, nel quale il signore dei media globalizzati ha vestito i panni del grande statista invocando un allargamento della Nato a paesi come Australia, Israele e Giappone, considerati più affidabili della vecchia Europa che a suo dire "non ha più né la volontà politica, né il senso civico per sostenere un impegno militare per difendere se stessa e i suoi alleati". Da chi e da cosa, non è dato di sapere. A New York, la capitale mondiale dei media, è ormai scontro aperto tra Murdoch e Sulzberger, il proprietario del New York Times. Per dimostrare di essere all'altezza del nazionalismo militarista di Murdoch, il Times ha arruolato tra i suoi columnists Bill Kristol, co-fondatore assieme a Robert Kagan dell'eversivo "Progetto per il nuovo secolo americano", uno dei più accaniti sostenitori della guerra in Iraq. Il comico Daniele Luttazzi, unico in Italia ad occuparsi seriamente della faccenda, ha scritto sul suo blog che Kristol "con discorsi, interviste e articoli, ha continuamente mentito agli americani e al mondo, spacciando propaganda guerrafondaia come notizie vere, bugie come fossero fatti. Scrisse sulle motivazioni, i costi, la pianificazione e le conseguenze della guerra in Iraq un cumulo di menzogne e di baggianate che lo rendono del tutto inattendibile come commentatore politico". Ma ormai tutto questo fa parte del curriculum di ogni buon giornalista integrato.
[carlo gubitosa]

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La sparizione dei comunisti Teheran.
Continua la persecuzione dell'opposizione comunista, contraria sia agli interventi imperiali di Bush che all'oppressione islamica del regime. Dopo le manifestazioni di dicembre, sessanta militanti di "Freedom and Equality seeking students" (un gruppo marxista che si batte per i diritti di lavoratori,donne e omosessuali) sono stati portati al carcere di Evin e costretti a confessare reati mai commessi. Nei loro confronti è stata applicata tortura fisica, psicologica e sessuale. Ancora rimangono in carcere Farhad Haj-Mirzaee e Alì Kantouri.
[clara statello]

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Rock 21-25 maggio.
Mantova Musica Festival.
Cinque giorni di musica ovunque e senza spendere un euro. Con il rock e il pop che si mescolano ai ragazzini artisti purissimi dei conservatori, accompagnati dalla mamma. Con i nuovi gruppi da scoprire. Con il Tir che si porta le band in giro per la città, con la messa rock di don Ciotti, con il dopo-dopofestival e perfino con il giornale in piazza con la cronaca del festival minuto per minuto. Ma dove li trovate festival così?
Info: http://www.mantova.com/

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Reti unificate
"Un unico direttore per tutti i Tg della Rai". Petruccioli, scelto da Berlusconi, è molto più efficiente ed abile - nel servire il suo Principe - di Ferrara. Fisicamente però gli manca ancora le phisique du role. O si faccia ingrassare, mostruosamente, e faccia il cortigiano falstaffiano. O dimagrisca all'estremo, con occhiaie profonde, modello Jago. Così com'è è ancora troppo "non capisco ma mi adeguo", troppo bagnino riminese.

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Cronaca Pesaro.

"Amo un'altra ragazza" fa la figlia sedicenne. E lei prende un coltello e le dà una coltellata alla pancia. Il colpo, per fortuna, finisce sulla fibbia della cintura. e il titolo, invece di "ragazzina ammazzata dalla mamma" è "italiana fanatica perde (anche lei) la ragione".

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Proclami.

Ormai tutti fanno proclami antimafia ignorando che dovrebbero prima spiegare come mai salutavano e facevano affari con i mafiosi; Palermo è inondata da manifesti stampati dal comune con l'immagine di Falcone e Borsellino ed una didascalia che dice tutto "EROI per sempre". Eh sì, perché sono eroi i morti... NO, Falcone e Borsellino non sono eroi ma sono stati cittadini che si sono indignati e che si sarebbero indignati per questo revisionismo non più strisciante ma palese; si sarebbero indignati per un inciucio figlio di politiche antidemocratiche.
[salvatore borsellino]

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Claudio Giusti wrote:

Nel 1991 gli omicidi commessi in famiglia erano 100 su di un totale di 2.000. Oggi sono 200 su un totale di 600

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Roberta wrote:

Dimenticavo... mi ha auguarto di crescere utile e felice... io spero solo di crescere e non perdere di vista quelli che ora ritengo essere i veri valori della vita, mi auguro di non perdere la dignità, e purtroppo ho visto gente piegarsi, ho sentito ragazzi poco più grandi di me dire che, grazie ai boss, nel nostro piccolo paesino di provincia ci sarebbe stata sempre la pace, quale sarebbe la loro pace? Bene, se in quei momenti mi sono limitata a storcere la bocca, adesso voglio la lotta! non voglio piegarmi alla mafia, non voglio piegarmi davanti a nessuno, se non magari, un giorno, davanti ad uno stato giusto, voglio essere libera e priva di padroni!

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Siamo qui
http://www.ucuntu.org/ (prima era .info)

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Poesie della Seconda Repubblica

Mimmo Lombezzi wrote:

Dilagano le ronde.
Chi tace, chi acconsente,
E chi invece s'arrende.
C'erano dei bambini
Dentro quelle baracche,
ma nessuno condanna.
Strette di mano & pacche…
Un triste fumo nerocirconda i campi Rom.
Sarà forse una tomba
a risvegliar dal sonno
questo “governo-ombra”?
Ma forse io mi sbaglio:
Prioritario adesso non è spegnere il rogo
ma spegnere Travaglio.

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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a
riccardoorioles@gmail.com
Fa' girare

A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)

venerdì 16 maggio 2008

I CANTASTORIE (secondo tempo)

Per la sezione delle fiabe, ne abbiamo una tutta nuova...

LE FATE BIANCHE
C'erano una volta due sorelle di cui nessuno sapeva l'eta'. Passavano le loro giornate filando e cantando. Alcune donne del paese avevano ricevuto in dono dalle due fate bianche una matasse di lino. Le donne beneficate godevano del privilegio di possedere matasse inesauribili; ma dovevano lavorare ogni giorno, comprese le feste, anche solo per pochi minuti. E guai se si lamentavano o filavano controvoglia, perche' tutto scompariva e il lavoro di mesi andava in fumo. nel paese abitva una donna molto ambiziosa. Aveva tre belle figlie e un marito che considerava di posizione sociale non abbastanza elevata. Ma un giorno l'uomo, con imbrogli, era riuscito a fare un buon affare. La donna decise di cucirgli un vestito per il giorno della firma del contratto. Penso' allora di andare dalle bianche fate per chiedere loro consiglio. Le due sorelle offrirono alla donna una matassa di filo d'oro. L'uomo allore si reco' al palazzo del comune per firmare i documenti, con un vestito splendido. Ma, quando ormai la cerimonia stava per finire, scoppio' una fragorosa risata generale perché il marito della donna ambiziosa, se ne stava in mutande, rosso come un papavero, a guardare quella folla piegata in due dalle risa. La colpa era della moglie, che era a casa a lavorare al telaio e stava imprecando contro la conocchia fatata che le aveva impedito di assistere alla cerimonia.

tratto da
http://www.unmondodifiabe.esmartkid.com/

domenica 11 maggio 2008

I MITI ANNI '70 '80 '90















AC/DC pazzi ubraconi dorgati?!? SI! Ma non solo!
Sono, erano, RAGAZZACCI LIBERI! La critica li ha sempre demoliti, il pubblico li ha amati, perchè è vero, questi ragazzacci fanno impazzire, e quanti anni sono passati? Il pubblico, il loro pubblico non li ha mai dimenticati.
Non si possono certo definire un esempio da seguire, ma una ripassata della chitarra di Angus Young servirebbe a tutti noi. E' dalla chitarra che nasce tutto. Sono Angus e Malcom Young che danno vita a questo fenomeno, la loro piccola sorellina che da il nome al gruppo AC/DC. Corpo del gruppo sono anche il cantante Dave Evans (che abbandonerà la bend poco dopo), bassista Larry Van Kriedt e il batterista Colin Jhon Burgess.
Dopo la ''cacciata'' di Dave Evans arriverà Bon Scott che aveva già avuto esperienze nell'ambito musicale con gruppi rock, ma dopo un incidente in moto era stato costretto ad abbandonare le scene, ritrovandosi a lavorare come autista di autobus. Questa può però essere considerata una fortuna, difatti è lui che guida l'autobus della bend e, venuto a sapere che i fratelli Young cercavano un cantante, si propose come candidato. Nel settembre del 1974 Scott divenne ufficialmente il cantante degli AC /DC.
Primo album pubblicato e High Voltage, poi arriva TNT, ma l'apice lo toccano con la pubblicazione di Highway to Hell (1979).

Nel 1980 però arriva la disgrazia. Dopo aver concluso il tour mondiale, gli AC/DC devono fare i conti con la tragica (e ridicola) morte di Bon Scott (soffocato dal suo stesso vomito) e con la morte di questo pareva conclusa la loro avventura e la loro carriera.
Fortunatamente i fratelli Young riescono a tenere unito il gruppo, era la musica la loro terapia si diedero coraggio e arrivarono alla conclusione che non si potevano fermare, che lo stesso Scott non avrebbe voluto lo scioglimento del gruppo a cui tanto si era tanto dedicato. Così cominciarono a cercare un nuovo cantante. La ricerca non è semplice, passa un lungo periodo prima che Brian Johonson venga eletto nuovo cantante.Esce così Back in Black, ed è con questo album che gli AC/DC si guadagnano un posto nella storia. La copertina dell'album è completamente nera che rendeva omaggio alla scomparsa di Bon Scott, a lui è anche dedicata la canzone Have a drink on me, è un successo, sono un successo brani come You Shook Me All Night Long, ma la meglio lo ha il pezzo che da nome all'album.


Ancora oggi questi vecchi ragazzi sono sulla cresta dell'onda...sarà difficile dimenticarli...anche per le generazioni future...

LA PARTITA DEL CUORE E PROGETTO MISTICA

Lunedì 12 Maggio si giocherà la partita del cuore.
Scenderanno in campo la Nazionale Italiana Cantanti con Luca Barbarossa, Enrico Ruggeri, Gigi D’Alessio, e l’attore Raul Bova e ancora Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Marco Masini, Paolo Belli; contrapposta ad una super squadra composta da Maradona, Gigi Buffon, Marco Materazzi, Rino Gattuso, Daniele De Rossi, Simone Perrotta. L'intero ricavato sarà devoluto alla fondazione Parco della Mistica.

Il parco della mistica è una fondazione onlus nata dalla collaborazione tra l'attore Raul Bova e il Capitano Ultimo.
Si tratta di un campus produttivo della legalità e della solidarietà presso la Tenuta della Mistica, tra il VII e VIII Municipio a ridosso del Grande raccordo anulare, 33 ettari di terreno da riqualificare dal punto di vista edile, agricolo e soprattutto sociale.
Nel campus produttivo della Mistica si potrà fare davvero di tutto.
Agricoltura biologica, produzione del vino e dell'olio, della frutta, della verdura. Ci saranno anche voliere per il recupero della fauna ferita. Laboratori per lalavorazione della creta, del cuoio, dei metalli. E sarà dato ampio spazio alla creatività, alla cultura: con laboratori teatrali e sale multifunzionali per incontri e dibattiti culturali.
Tra i programmi della tenuta della Mistica c'è anche l'idea di insegnare lingue e civiltà perdute e lontane, come la lingua apache, quella maya, quella tibetana. E ci saranno laboratori dove verranno insegnate arti antiche, a cominciare dalla tessitura, quella a manocon i telai.
Il campo di calcio sarà vicino ad un campo da tennis e vicino ad una (o forse più) case famiglia che ospiteranno una trentina di persone svantaggiate. Oltre ad un albergo sociale con ottanta posti letto, siprevede anche un camping con altrettanti posti tenda ed una pistaciclabile che attraverserà l'intera tenuta.


"La RibellAzione corre lungo i muri scrostati delle periferie, nei cortili sporchi dove l' uguaglianza è solo nella miseria, nel vuoto, nella violenza che copre ogni dignità. Noi siamo la ribellione a quella violenza, a quel potere e a quella miseria, e quando dico questo, i nostri occhi sono splendenti perchè non hanno un padrone!" ULTIMO


esiste inoltre un altro modo per appoggiare l'iniziativa.
mada un sms da 2 euro al numero

48546

il numero sarà attivo dall'1 al 20 Maggio.

mercoledì 7 maggio 2008

I CANTASTORIE...



Fin dai tempi più antichi, i cantastorie giravano per il mondo senza stancarsi mai di raccontare storie...
e raccontavano, raccontavano, e cantavano accompagnati spesso da qualche strumento musicale. Maghi e streghe, orchi e fate, pirati e principesse. Erano i poeti d'altri tempi...
adesso...tenete gli occhi ben aperti, mettete in moto l'immaginazione e lasciate che un piccolo cantastorie vi canti e racconti perchè esistono
il giorno la notte...

In un tempo lontano non esisteva la divisione tra giorno e notte, c'era sempre luce e non diventava mai buio. In quel tempo, c'era un villaggio nel quale tutte le donne avevano un figlio, tranne una. Lei aveva un grande desiderio di maternita', ma tutto quello che poteva fare era vedere che le altre donne accudivano bimbi e bimbe. Molte mamme la insultavano e la emarginavano, pensando che incarnasse il diavolo. "Devi essere una pesona malvagia, se li dei non ti concedono la gioia di un figlio" le dicevano. Lei sapeva di non essere piu' cattiva di chiunque altro e volle tentare una cura per rimanere incinta. Avendo saputo di un guaritore che risolveva molti problemi solo con l'imposizione delle mani, decise di consultarlo. Dopo aver sentito la sua storia l'uomo disse: "Sto per portare alcuni bambini alla luce, ma so che non saranno brave persone da adulte. Quindi aspetta un po' e scegliero' il bimbo giusto per te". Ma la donna era stanca di attendere e disse: "E' meglio avere un bambino non buono, che nessun bambino". L'uomo acconsenti' suo malgrado e le tocco' il ventre con la mano. Dopo nove mesi partor' un maschietto. Il piccolo era sempre nervoso, non dormiva mai e piangeva di continuo. Ma la donna non si preoccupava perché il suo non era l'unico bambino capriccioso che conosceva. Il bimbo crebbe in salute, ma divento' sempre piu' malvagio. Torturava e uccideva gli animaletti del bosco e e tormentava gli altri bambini. Da grande si divertiva a fare del male a tutti, genitori compresi. Un giorno decise che avrebbe ucciso chi avesse tentato di cambiarlo. Ando' da un mago e si fece insegnare come creare il buio intorno a se'. Tornato al villaggio volle mettere alla prova il suo potere e sfido' una maga. La donna, che possedeva il potere della luce, lo contrappose al giovane. Dopo una lunga lotta, nessuno dei due ebbe la meglio. Anzi, entrambi morirono. Poichè i due erano morti e il mago del buio era stato ucciso dal giovane malvagio, nessuno sapeva come tornare alla luce perenne. Così da allora, i due poteri, del buio e della luce, continuano a combattersi instancabili.

domenica 4 maggio 2008

A CHE SERVONO LE CAMPAGNE




















Come ha detto ieri un mio amico questo è un egregio esempio di natura...MORTA!

A chi crede che le campagne servano per rendere più "verde" un paese oggi posso dire che...si SBAGLIA!
ragazzi ragazzi...le campagne sono fatte per gettarci i rifiuti! Ma non vi preoccupate, che gli uccelli cantano lo stesso! Eccome se cantano!
Cantano, cantano e se non li ascoltano, li dovranno ascoltare.










LETTERA APERTA A MARCO TRAVAGLIO DA PAOLO BARNARD

Caro Travaglio,

io ho le prove che tu non sei libero. Non mi dilungo, te le espongo in breve e ti assicuro che non sto parlando del fatto che, ad esempio, tu ti rifiuti di parlare di temi come il Signoraggio bancario, nonostante esso sia una piaga aberrante artificiosamente inflitta alla vita di ogni singolo italiano, che ne paga un prezzo altissimo.No, Marco, parlo di altro. Tu non sei libero perché tu oggi sei una Star; perché sei in prima serata TV ogni settimana e proprio nel luogo dove secondo te “…chi non ha il guinzaglio in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha”; perché sei lì anche tu, col trucco di scena, con i riflettori sparati su di te, col megaschermo dietro le spalle che amplifica il tuo verbo; perché giri l’Italia fra il tripudio dei fans club, che ti adorano; perché sei un’Icona. Tutto questo è Potere, è meravigliosamente forte, è oppio. Una volta assaporato, non se ne può più fare a meno. E allora Marco, quando dovesse capitarti di scorgere qualcosa che non va, e proprio nelle strutture che ti garantiscono quel Potere, quell’inebriante vivere, quel tuo oppio, e intendo una stortura, magari proprio del marcio, un’omertà, o la negazione di un qualsiasi principio morale o di un diritto, tu che faresti Marco? Lo denunceresti? Spareresti cioè un siluro alla base stessa delle fonti della tua inebriante fama? Li manderesti a gambe all’aria assieme a gran parte del tuo status di celebrity? Cioè svergogneresti e denunceresti chi ti trasmette e il loro megaschermo? Chi ti pubblica ogni parola senza fiatare? Chi ti amplifica nelle piazze dei centomila? Chi ti fornisce il tuo oppio? Oppure chiuderesti un occhio? E magari anche tutti e due? Perché lo sai bene come reagirebbero alla tua denuncia: sarebbe rancore, veleno, isolamento per te, cellulari che non ti rispondono più, inviti che non ti arrivano più, amici che, ops, non ci sono più, il tuo volto che scompare dagli schermi e dalla memoria.Te lo dico io, caro Marco: tu li chiuderai gli occhi. E sai perché? Perché una volta assaporata la fama, lo stradom, e cioè il Potere, non se ne può più fare a meno. Dall’oppio non ci si stacca, dal Potere neppure. Tu non torni Guarino, Staiano, Ferrieri, e cioè uno per cui la TV è un oggetto del salotto, spenta più spesso che no, e non un palcoscenico fondamentale. Tu non torni uno da serate con 23 spettatori a chiacchierare pacatamente di un libro da 2000 copie se va bene, forse due autografi alla coppia di pensionati all’uscita. Tu non potresti più oggi vederti oscurato a 360 gradi e sepolto nella dimenticanza del grande pubblico. Non ce la faresti. E allora ti chiuderai gli occhi all’occorrenza, eccome che li chiuderai, e non sei più libero.Io non so se ti è già capitato di abdicare così alla tua libertà e alla missione di libero informatore; forse sì, forse non ancora. Ma ti porto un esempio dove questo è già accaduto, accaduto a una persona a te vicina, che tu stimi, a un’altra ‘paladina’ della libera informazione a mezzo stardom: Milena Gabanelli. Come te lanciata da quell’emittente pubblica dove, secondo le tue stesse parole, “ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio ed è pure bravo, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile, ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”. Come te adorata, presente sulle riviste patinate, premi a profusione, fama, tanta… oppio. Ebbene quando nel 2004 Milena Gabanelli si trovò a dover scegliere fra l’adesione al principio sacro della difesa della libertà di informazione, con i rischi tremendi che essa comportava per la sua fulgida carriera, o la difesa di quest’ultima, ella chiuse entrambi gli occhi, senza esitazione, né rimorso, né patema alcuno. E gettò alle ortiche la sua missione di ‘paladina’ del coraggio televisivo, per assecondare proprio le fonti del suo Potere, della sua celebrità, del suo oppio. In collusione con l’editore RAI, partecipò a uno dei peggori casi di Censura Legale che si ricordi, e ancora oggi vi partecipa, ovvero un colpo al cuore della libertà d’informazione in questo Paese. Proprio lei.Concludo Marco. Con dei nomi e tre domande.Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie… Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato… Li hai mai visti in prima serata RAI, CBS o FOX, ogni giovedì, tutto l’anno, primo piano, trucco di scena, megaschermo alle spalle?Sono mai sopravvissuti per 20 anni in RAI, CBS o FOX, scalando i gradini della carriera per poi posizionarsi in prima serata sei mesi all’anno, pubblicità e inserzionisti al seguito, editoriali su riviste di prestigio?Hanno mai tuonato dalle piazze di Roma, New York o Los Angeles, al culmine di tourné teatrali con biglietti prezzati alla Rolling Stones, e fulmineamente impacchettate in Dvd, libri, compilations, pronta vendita su carta di credito?Sono mai stati tutto questo, Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie, Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato? No. Il coraggio di chi è veramente libero porta altrove, lo si trova altrove, mai lì dove sei tu. Pensaci Marco.

Cordialmente,

Paolo Barnard

APPOGGIAMO UN COMBATTENTE

"Io come sempre, sono con Arciere che è un grande combattente e, come sempre, con Arciere continueremo a lottare per la giustizia contro l'ingiustizia''.

ultimo





Al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


Tempo fa, si parlava dell'impossibile cattura del boss di Cosa Nostra. Latitante per decenni, fu affidata alla squadra di Ultimo la sua cattura.
Dopo tre mesi di estenuante lavoro e di sacrifici, l'impresa riusci'. In tanti sono stati a sollevare dubbi su Ultimo, ma nessuno ha sollevato dubbi su chi per decine di anni, non ha neanche tentato la ricerca del pericoloso latitante. Questo, si sa, e' lo Stato che premia "chi non fa", e punisce "chi fa" il proprio dovere.
A distanza di 15 anni il fatto si ripete. Avviene un furto dall'entita' colossale. Nessuno trova la refurtiva. Ci riesce un semplice maresciallo, che trova anche qualcosa in piu' di quello che era stato trafugato. Medaglia al valore? Negativo! Una meritata punizione. Arrestato perche' AVREBBE POTUTO con questa operazione avere un riconoscimento in termini di carriera. Nessuno ha voluto ascoltare le dichiarazioni del maresciallo, che non aspettava altro che essere ascoltato da un pm. Si e' preferito passare direttamente al rinvio a giudizio. Così come è avvenuto per UItimo, adesso e' il suo turno. In tanti ci chiediamo come mai in privato non e' stato possibile spiegare come sono andate le cose (anche perche' nulla e' stato fatto senza il consenso della Procura).
Ci chiediamo se sia di utilità a Cosa Nostra, piu' che a un tribunale italiano, sapere il modus operandi di questi uomini, che uno per uno sono stati puniti, umiliati, processati. Se dubbi vi sono stati, sarebbe bastato ricevere il maresciallo Ravera (nome ormai pubblico) e ascoltare le sue spiegazioni, piu' che rendere note le tecniche investigative.
Pensiamo che questa operazione voglia essere un deterrente verso le persone che combattono contro la criminalità organizzata.
La chiarezza e la trasparenza ci sarebbero state comunque, senza portare in tribunale e di dominio "pubblico a TUTTI" le tecniche investigative usate, oltre che le generalita' di chi ha combattuto Cosa Nostra in modo serio e non per apparire in talk show, ma per dovere morale.
Chiediamo che al più presto venga fatta luce sull'accaduto, con la certezza assoluta della totale estraneita' dei fatti di cui è accusato "Arciere", ma chiediamo anche che si cominci a indagare su chi sta facendo un favore a Cosa Nostra con queste operazioni punitive, atte solo a mettere un mirino intorno alle persone che hanno contribuito alla cattura di Riina.



Distinti saluti

Gruppo Capitano Ultimo



per firmare la petizione

http://www.censurati.it/voxpeople/arciere/

IL NOSTRO ESERCITO INVINCIBILE,
I NOSTRI SPLENDIDI EROI DI TUTTI I GIORNI, I NOSTRI GUERRIERI COLORATI CHE OGNI MATTINA VESTITI DI MILLE COLORI OCCUPANO LE AULE, LE STRADE, LE PERIFERIE, I CORTILI DI QUESTA NOSTRA ITALIA,

I NOSTRI FIGLI E I NOSTRI FRATELLI, CHE SONO I NOSTRI SOGNI DI SEMPRE, SEMPRE UGUALI E SEMPRE DIVERSI.
LE NOSTRE PAURE E LE NOSTRE SPERANZE,
I NOSTRI MILLE DUBBI E LE NOSTRE CERTEZZE.

COME LE GOCCE DELLA PIOGGIA DANZIAMO SULLA VOSTRA ARROGANZA E DIVENTIAMO FIUMI DI GIUSTIZIA, TORRENTI IMPETUOSI DI RIVOLTA AI VOSTRI CRIMINI, ALLA VOSTRA INDIFFERENZA COMPLICE, ALLA VOSTRA AMBIGUITA' CONSAPEVOLE.

NOI SIAMO I VOSTRI FIGLI, I VOSTRI FRATELLI, I VOSTRI MIGLIORI AMICI, E SIAMO UNA MOLTITUDINE, UN' ECO SENZA FINE DI SUSSURRI E DI SGUARDI CHE NON FINISCONO.

NON FINISCONO NELLA POLVERE DELLE MACERIE,
NON FINISCONO NEL DOLORE DELLA TORTURA,
NON FINISCONO NELLA VIOLENZA DEL RICATTO,
NON FINISCONO NELLA VILTA' DI CHI ABUSA.

ED E' UN ESERCITO INVINCIBILE, PERCHE' SIAMO I VOSTRI SOGNI PERDUTI, LA VOSTRA UMANITA' SVENDUTA, LA VOSTRA DOLCEZZA RIMOSSA, LA DIGNITA' CHE AVETE TRADITO.

gruppo capitano ultimo