Io mi girai e vidi un arcobaleno che non andava e non veniva, che semplicemente stava lì, facendo ponti per i mondi, facendo ponti per i sogni.
sabato 6 febbraio 2010
GOCCE D'ACQUA
martedì 5 gennaio 2010
CAPITANO
Ultimo è sempre stato un uomo che mi emoziona. Mi fa venire mal di pancia se solo sento pronunciarne il nome. Un uomo che desta i miei piatti sentimenti. Gli dedicherei una canzone se ce ne fosse una adatta a lui e ne scriverei se riuscissi solo a trovare le parole. Un uomo per cui piangerei, un uomo che amo e non conosco. E' scolpito dentro di me come una parte di me, che sia lontano o vicino, che gli sia sconosciuta, ultimo è una parte di me.La mia parte più bella.
da La Repubblica.it
03/01/2010di
Pino Corrias
ROMA - Al telefono dice: "Si chiamerà Festa della legalità, Palermo, 15 gennaio prossimo, anniversario in cui celebriamo la cattura di Salvatore Riina: vittoria dello Stato contro Cosa Nostra. Sarà una festa pubblica, con musica e qualche racconto".
Ci saranno Gigi D'Alessio e Cristiano De Andrè. Ci saranno tutti i vecchi della squadra, Arciere, Vichingo, Omar, Oscar, Pirata, Nello, Barbaro, Aspide, Ombra. Ci sarà il generale Mario Mori che allora ci guidava. Ci sarà un sacco di gente, servitori dello Stato e popolo, come è giusto che sia". Sarebbe la prima volta, gli dico.
"La prima di una serie, se vuole ne parliamo".
Quando vuole.
"La trovo io".
Tre giorni dopo sbuca dal flusso della folla. Si mette a camminare di fianco, dice: "Eccomi qua". Ha calzoni mimetici, sneakers ai piedi, giaccone militare verde, sciarpa elastica al collo. È magro e veloce. Sembra un volto tra tanti. Invece è Sergio De Caprio, ex Capitano Ultimo, ora colonnello dei carabinieri, allenato a vivere mimetizzato da quando Cosa nostra lo ha condannato a morte diciassette anni fa. Dal giorno in cui con i suoi nove uomini della Crimor, dopo duecento giorni di indagini, appostamenti e notti insonni bloccarono dentro al traffico di Palermo l'auto su cui viaggiava Toto Riina, gli spalancarono la portiera, lo sfilarono dal sedile, lo stesero sull'asfalto a faccia in giù, gli dissero
"Carabinieri! Lei è in arresto"
e gli serrarono le manette ai polsi dopo 23 anni, 6 mesi e 8 giorni di latitanza.
Era il 15 gennaio 1993. Ore 8,55. Uscita del condominio di via Bernini 54. Hanno appena fotografato la piccola Citroen guidata da Salvatore Biondino, che scivola con passeggero a bordo in mezzo alle quattro auto appostate lungo le vie di fuga. Aspettano quell'auto da due giorni. Da quando il pentito Balduccio di Maggio ha riconosciuto, in una registrazione filmata davanti a quei cancelli, Ninetta Bagarella, la moglie di Riina. I ragazzi di Ultimo presidiano quell'uscita da dentro la Balena, un furgone bianco scassato parcheggiato sul marciapiede opposto. Segnalano l'auto via radio. Segnalano il passeggero a bordo. Balduccio di Maggio che è con loro in Balena, vede e riconosce il boss. Adrenalina corre.
Le quattro auto meticce degli investigatori si staccano dai marciapiedi e si mettono in scia. Un chilometro di traffico, fino allo slargo del Motel Agip sulla circonvallazione, quando le auto accerchiano, e i ragazzi scendono, bloccano, arrestano, e poi filano via, senza luci, senza sgommate, senza sirene, verso l'approdo della Caserma Bonsignore dove in un minuto si irradia la notizia che allaga le agenzie di stampa, i telegiornali. Mentre tutti i vertici dell'arma convergono intorno a Giancarlo Caselli, il procuratore capo di Palermo, coordinatore delle indagini che sembrano chiudersi proprio in quei minuti, con la prima vittoria dello Stato, sette mesi dopo i boati di Capaci e poi di via D'Amelio.
Da allora la vita investigativa di Ultimo e del suo gruppo di uomini invisibili è diventata una salita. C'è stato il processo per la mancata perquisizione del covo di Riina. C'è stato lo smantellamento della squadra. Arciere è finito a Pinerolo, Vichingo in una stazione di Asti, Pirata, Omar e Oscar si sono dimessi, gli altri dispersi in altri nuclei. Il processo e l'accusa lo hanno reso furente: favoreggiamento di Cosa nostra. L'assoluzione (con formula piena) non ha ancora rimarginato le ferite. "Combattere tutta la vita la mafia e finire sotto processo accusato di averla favorita è un destino che non avevo previsto. Ho vissuto sospeso su un filo a mille metri d'altezza. Senza rete, senza sonno".
La risalita comincia ora. Con l'incarico alla guida del Noe, il Nucleo ecologico dei Carabinieri, una trentina di distaccamenti sul territorio nazionale a caccia di ecomafie, traffici illegali, ecoterrorismo. Ma anche con iniziative fuori dall'Arma, sul territorio, con l'associazione Volontari del Capitano Ultimo, una casa famiglia al Prenestino, 30 ettari di periferia romana, assegnata dall'allora sindaco Veltroni, confermata da Alemanno, risistemata, con 600 mila euro, grazie a Raul Bova, l'attore, e alla nazionale cantanti, dove verranno ospitati ragazzi difficili, "i più deboli, gli ultimi".E adesso con questa serata al Palauditore di Palermo, la Festa della legalità. Nessun problema per la sicurezza? Ultimo sorride: "La sicurezza è un problema del Prefetto. Ma noi possiamo sempre dare una mano, visto che ci saranno tutti i vecchi dei Reparti speciali, quelli del nucleo scorte di Palermo, un sacco di brava gente".La serata, con il pianoforte di Gigi D'Alessio e la chitarra di Cristiano De Andrè, servirà a raccogliere fondi per inaugurare la Casa famiglia, e anche un po' a raccontarsi. "E ringraziare i servitori dello Stato, quelli che ogni giorno danno la vita e qualche volta il sangue. Quelli che non hanno mai fatto trattative con la mafia, perché con la mafia non si tratta, ma si accerchia, si isola e si distrugge". Per raccontare un po' di quegli istanti che hanno nutrito le loro vite e la loro solitudine. "Per regalarci un po' di luce, dopo la penombra".
martedì 6 ottobre 2009
COLDPLAY - FIX YOU
When you try your best but you don't succeed
quando ci provi più che puoi, ma non ottieni ciò che vuoi
When you get what you want but not what you need
quando ottieni ciò che vuoi ma è ciò di cui hai bisogno
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse
bloccato al contrario...And the tears come streaming down your face
quando le lacrime si versano sul tuo visoWhen you lose something you can't replace
quando perdi qualcosa che non puoi rimpiazzareWhen you love someone but it goes to waste could it be worse?
quando ami qualcuno, ma tutto va perduto. Potrebbe andar peggio?Lights will guide you home and ignite your bones
le luci ti guidernno a casa, e accenderanno le tue ossaAnd I will try to fix you
e io proverò...a rimetterti appostoHigh up above or down below when you're too in love to let it gobut
lassù o laggiù quando tu sei troppo innamorato per lasciar andare via tuttoIf you never try you'll never know
se non provi non saprai maiJust what your worth
quali valori haiLights will guide you homeand ignite your bones
le luci ti guideranno a casa e accenderanno le tue ossaAnd I will try to fix you
e io proverò... rimetterti appostoTears streaming down your face
quando le lacrime si versano sul tuo visoWhen you lose something you cannot replace
quando perdi qualcosa che non puoi rimpiazzareTears streaming down your face and I
le lacrime si versano sul tuo visoTears streaming down your face
le lacrime si versano sul tuo visoI promise you I will learn from my mistakes
ti prometto che imparerò dai miei erroriTears stream down your face and I
le lacrime si versano sul tuo visoLights will guide you home
le luci ti riporteranno a casaAnd ignite your bones
e accenderanno le tue ossaAnd I will try to fix you
e io proverò...a rimetterti apposto
mercoledì 30 settembre 2009
POST IT
Sfogliavo i diari di scuola degli anni passati.E mi sono accorta che avevo dimenticato di aver fatto tante cose, ho dimenticato tante cose.
Q-Zar. Battaglia all'ultimo sangue. Sono nella squadra contro Noemi e Graziana. Meglio così. Vinciamo alla grande. 18 settembre
Come una vera idiota ho chiuso le chiavi nel sellone del motore!! non posso andare a scuola. chiamo mamma, mi viene a prendere, mi lascia lontano da scuola, alla rotonda. E' tardi, incontro Noemi, mi da un passaggio. Entriamo in classe alle 8.25. 28 settebre
Assurdo, annotavo ogni cosa che facevamo.
Domenica al bar tutto il pomeriggio con Graz e Memi.
e un quaderno di questa estate
Nuoto sincornizzato. In acqua urlo il nome di Noemi, la saluto, ma lei non mi sente, non mi saluta, mi arrabbio. Poi mi accorgo di salutare la persona sbagliata.
E le nostre battute...
Frasi di personaggi famosi
Qualsiasi persona normale di tanto in tanto prova la tentazione di sputarsi nelle mani, issare la bandiera nera e cominciare a tagliare le gole. (H. L. Mencker)... qui ricordo chiaramente, ero molto arrabbiata con la prof di biologia.
E poi le canzoni. Ne ho una per ogni pagina.
"strade troppo strette e diritte per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un pò..." (ligabue)
"who wants to life forever?" (queen)
"vorrei ricordare tra i drammi più brutti che il sole esiste per tutti" (t. ferro)
Adesso non ricordo a che particolare momento avessi attribuito ogni canzone, ma una mi ha riportata qui...
capisco di sentire il bisogno di annotare tutto perchè poi dimentico. Lo penso spesso. io dimentico sempre tante cose. Dimentico le chiavi attaccate al motore, alla macchina, dimentico dove ho infilato i miei libri, perdo penne e fogli in continuazione, dimentico le facce delle persone e i nomi di quelli appena conosciuti, dimentico di aver ripetuto all'infinito una frase, la ripeto di nuovo. Dimentico gli occhiali da sole in bella vista, nel motorino, il portafogli in bagno, il telefono nel laboratorio. Cerco l'ordine, ma per me è impossibile essere ordinata. Sono convinta che sia la mia testa a non andare. Va bene, non me la sono mai presa, sono così, dimentico le cose. Dimentico di togliere il freno a mano e sentiamo la puzza di bruciato. Loro sanno sempre cosa dimentico. Io non riesco a ricordarlo. Ho dei post it in macchina che mi dicono cosa fare.
Porta il dvd indietro. E' da una settimana che ce l'hai.
togli il freno a mano! mi urla il post it verde acido attaccato allo specchietto retrovisore.
prendi la camicia e portala a casa!
Ma non dimentico i compleanni
Non dimentico di dare il passaggio alla mia amica
Non dimentico i nomi
I posti
eppure dimentico...
un sorriso, una parola carina, i bei ricordi, le risate. Per questo sento il bisogno di scriverle. Ho bisogno dei miei post it.
giovedì 11 giugno 2009
CIAO!
Vi sono mancata??????????
volevo dire...niente! sono ancora viva. Manco da ottobre. Purtroppo strada facendo mi sono persa, ma mi ritrovo eh!
Sappiate che...sono felice contenta e piena di cose belle. Ho tanti progetti in mente che la testa trabocca. Sono decisamente più rilassata e tranquilla.
Volete notizie dell'ultima ora?
Ho un gattino il cui nome completo è Camillo Benso Conte di Cavour.
Camillo nome
Benso cognome
Conte di Cavour titolo nobiliare.
Volevo dargli un nome importante, così tutti lo ricordavano. Cacchio quel Camillo ha aiutato mica niente nell'unificazione della nostra Itlia non unificata.
In lista poi c'erano nomi tipo Giulio Cesare, Ottaviano, Augusto, e poi avevo pensato a Slash e anche Bon Scott, ma non volevo finisse come loro. E poi come ha detto la mia saggia amica: Camillo Benso è molto più rock 'n roll!
notizia due...ho battezzato il motorino...sarà stata l'aria delle elezioni,sarà che ne ho dette tante, alla fine invece di farmi squarciare le ruote della moto, ci sono caduta e la sera sono andata alla festa con il vestitino e le ginocchia....come dire... un pò ferite. Però perchè devo dire, tutti quelli di sinistra sono accorsi, perchè sono pure andata a spalmarmi sull'asfalto vicino ai seggi. Comunque sto bene, non mi sono fatta niente, solo qualche graffietto qui e li, senza danni gravi insomma...e per tutti quelli che si chiedono se uso il casco...la risposta vi sorprenderà, ma è si...i carabinieri stanno sempre in giro.
Per ora, non avendo molto altro da dire vi lascio, sperando che il prossimo post sia più ricco...
domenica 5 ottobre 2008
FIABE E CANZONI
Questi dèi erano sì litigiosi, ma erano anche saggi, e in una riunione decisero di fare qualche colore in più, per rendere più allegro il cammino e i momenti d’amore degli uomini e delle donne pipistrello.
Uno degli dèi si mise a camminare per pensare meglio il suo pensiero, e tanto pensava che non guardò la strada e inciampò su una pietra molto grande, sbatté la testa e gli uscì del sangue. E il dio, dopo essersi lamentato un bel po’, guardò il suo sangue e si accorse che era di un altro colore rispetto agli altri due che c’erano, e raggiunse di corsa gli altri per mostrare loro il nuovo colore che chiamarono “rosso”, il terzo che era venuto al mondo.
Un altro dio andò più in alto che poté. “Vado a vedere di che colore è il mondo” disse arrampicandosi fino lassù in cima. Quando arrivò ben in alto, guardò in basso e vide il colore del mondo. Si abbassò più che poté, inciampando ogni poco, e giunse al luogo dell’assemblea degli dèi e disse loro: “Nei miei occhi vi porto il colore del mondo” e chiamarono “azzurro” il sesto colore.
Un altro dio cercava colori quando sentì ridere un bambino, si avvicinò piano piano e, approfittando di un momento di distrazione, rubò la risata al bambino e lo lasciò in lacrime. Per questo i bambini un momento ridono e il momento dopo piangono. Il dio si portò via la risata del bambino e chiamarono “giallo” questo settimo colore.
A questo punto gli dèi erano ormai stanchi, andarono a bersi dei pozol e si addormentarono lasciando i colori in una scatolina.
Salirono allora sulla cima della seiba e da lì cominciarono a lanciare giù i colori a caso: l’azzurro si fermò un po’ nell’acqua e un po’ nel cielo, il verde cadde in terra, il giallo-che era la risata del bambino-volò in alto fino a dipingere il Sole, il rosso entrò nella bocca degli uomini e degli animali, che lo inghiottirono e se la colorarono di rosso, mentre il nero e il bianco esistevano già.
Lanciandoli senza neppure guardare dove andavano a finire, gli dèi fecero una bella confusione, tanto che alcuni colori spruzzarono anche gli uomini, e per questo ci sono uomini di diverso colore e di diversa opinione.
Subcomandante Marcos
Da “Racconti per una solitudine insonne” (www.capitanoultimo.it)
domenica 28 settembre 2008
LA CATENA DI SAN LIBERO - 370
(Ma a che serve il cerimoniale?)
Qualcuno, sui muri di Milano, wrote:
martedì 23 settembre 2008
SONO TORNATA CARICA DI MERAVIGLIE
I NOSTRI SPLENDIDI EROI DI TUTTI I GIORNI, I NOSTRI GUERRIERI COLORATI CHE OGNI MATTINA VESTITI DI MILLE COLORI OCCUPANO LE AULE, LE STRADE, LE PERIFERIE, I CORTILI DI QUESTA NOSTRA ITALIA,
I NOSTRI FIGLI E I NOSTRI FRATELLI, CHE SONO I NOSTRI SOGNI DI SEMPRE, SEMPRE UGUALI E SEMPRE DIVERSI.
LE NOSTRE PAURE E LE NOSTRE SPERANZE,
I NOSTRI MILLE DUBBI E LE NOSTRE CERTEZZE.
COME LE GOCCE DELLA PIOGGIA DANZIAMO SULLA VOSTRA ARROGANZA E DIVENTIAMO FIUMI DI GIUSTIZIA, TORRENTI IMPETUOSI DI RIVOLTA AI VOSTRI CRIMINI, ALLA VOSTRA INDIFFERENZA COMPLICE, ALLA VOSTRA AMBIGUITA' CONSAPEVOLE.
NOI SIAMO I VOSTRI FIGLI, I VOSTRI FRATELLI, I VOSTRI MIGLIORI AMICI, E SIAMO UNA MOLTITUDINE, UN' ECO SENZA FINE DI SUSSURRI E DI SGUARDI CHE NON FINISCONO.
NON FINISCONO NELLA POLVERE DELLE MACERIE,
NON FINISCONO NEL DOLORE DELLA TORTURA,
NON FINISCONO NELLA VIOLENZA DEL RICATTO,
NON FINISCONO NELLA VILTA' DI CHI ABUSA.
ED E' UN ESERCITO INVINCIBILE, PERCHE' SIAMO I VOSTRI SOGNI PERDUTI, LA VOSTRA UMANITA' SVENDUTA, LA VOSTRA DOLCEZZA RIMOSSA, LA DIGNITA' CHE AVETE TRADITO.
gruppo capitano ultimo





