CARLO RUTA - FIRMA LA PETIZIONE!
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Io mi girai e vidi un arcobaleno che non andava e non veniva, che semplicemente stava , facendo ponti per i mondi, facendo ponti per i sogni.


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...tutto è ancora da fare, da sognare, da lottare...

martedì 6 ottobre 2009

COLDPLAY - FIX YOU





When you try your best but you don't succeed

quando ci provi più che puoi, ma non ottieni ciò che vuoi
When you get what you want but not what you need

quando ottieni ciò che vuoi ma è ciò di cui hai bisogno
When you feel so tired but you can't sleep

quando ti senti così stanco, ma non riesci a dormire

Stuck in reverse

bloccato al contrario...

And the tears come streaming down your face

quando le lacrime si versano sul tuo viso

When you lose something you can't replace

quando perdi qualcosa che non puoi rimpiazzare

When you love someone but it goes to waste could it be worse?

quando ami qualcuno, ma tutto va perduto. Potrebbe andar peggio?

Lights will guide you home and ignite your bones

le luci ti guidernno a casa, e accenderanno le tue ossa

And I will try to fix you

e io proverò...a rimetterti apposto

High up above or down below when you're too in love to let it gobut

lassù o laggiù quando tu sei troppo innamorato per lasciar andare via tutto

If you never try you'll never know

se non provi non saprai mai

Just what your worth

quali valori hai

Lights will guide you homeand ignite your bones

le luci ti guideranno a casa e accenderanno le tue ossa

And I will try to fix you

e io proverò... rimetterti apposto

Tears streaming down your face

quando le lacrime si versano sul tuo viso

When you lose something you cannot replace

quando perdi qualcosa che non puoi rimpiazzare

Tears streaming down your face and I

le lacrime si versano sul tuo viso

Tears streaming down your face

le lacrime si versano sul tuo viso

I promise you I will learn from my mistakes

ti prometto che imparerò dai miei errori

Tears stream down your face and I

le lacrime si versano sul tuo viso

Lights will guide you home

le luci ti riporteranno a casa

And ignite your bones

e accenderanno le tue ossa

And I will try to fix you

e io proverò...a rimetterti apposto

mercoledì 30 settembre 2009

POST IT

Sfogliavo i diari di scuola degli anni passati.
E mi sono accorta che avevo dimenticato di aver fatto tante cose, ho dimenticato tante cose.

Q-Zar. Battaglia all'ultimo sangue. Sono nella squadra contro Noemi e Graziana. Meglio così. Vinciamo alla grande. 18 settembre

Come una vera idiota ho chiuso le chiavi nel sellone del motore!! non posso andare a scuola. chiamo mamma, mi viene a prendere, mi lascia lontano da scuola, alla rotonda. E' tardi, incontro Noemi, mi da un passaggio. Entriamo in classe alle 8.25. 28 settebre

Assurdo, annotavo ogni cosa che facevamo.

Domenica al bar tutto il pomeriggio con Graz e Memi.

e un quaderno di questa estate

Nuoto sincornizzato. In acqua urlo il nome di Noemi, la saluto, ma lei non mi sente, non mi saluta, mi arrabbio. Poi mi accorgo di salutare la persona sbagliata.

Festa sulla spiaggia. Finisce troppo presto.

Noemi si arrabbia con me, dice che la posizione in cui dormo è scandalosa. Ma a me piace dormire raggomitolata.

E le nostre battute...

Frasi di personaggi famosi

Qualsiasi persona normale di tanto in tanto prova la tentazione di sputarsi nelle mani, issare la bandiera nera e cominciare a tagliare le gole. (H. L. Mencker)... qui ricordo chiaramente, ero molto arrabbiata con la prof di biologia.

E poi le canzoni. Ne ho una per ogni pagina.

"strade troppo strette e diritte per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un pò..." (ligabue)

"who wants to life forever?" (queen)

"vorrei ricordare tra i drammi più brutti che il sole esiste per tutti" (t. ferro)

Adesso non ricordo a che particolare momento avessi attribuito ogni canzone, ma una mi ha riportata qui...
capisco di sentire il bisogno di annotare tutto perchè poi dimentico. Lo penso spesso. io dimentico sempre tante cose. Dimentico le chiavi attaccate al motore, alla macchina, dimentico dove ho infilato i miei libri, perdo penne e fogli in continuazione, dimentico le facce delle persone e i nomi di quelli appena conosciuti, dimentico di aver ripetuto all'infinito una frase, la ripeto di nuovo. Dimentico gli occhiali da sole in bella vista, nel motorino, il portafogli in bagno, il telefono nel laboratorio. Cerco l'ordine, ma per me è impossibile essere ordinata. Sono convinta che sia la mia testa a non andare. Va bene, non me la sono mai presa, sono così, dimentico le cose. Dimentico di togliere il freno a mano e sentiamo la puzza di bruciato. Loro sanno sempre cosa dimentico. Io non riesco a ricordarlo. Ho dei post it in macchina che mi dicono cosa fare.

Porta il dvd indietro. E' da una settimana che ce l'hai.

togli il freno a mano! mi urla il post it verde acido attaccato allo specchietto retrovisore.

prendi la camicia e portala a casa!

Ma non dimentico i compleanni
Non dimentico di dare il passaggio alla mia amica
Non dimentico i nomi
I posti
eppure dimentico...
un sorriso, una parola carina, i bei ricordi, le risate. Per questo sento il bisogno di scriverle. Ho bisogno dei miei post it.

giovedì 11 giugno 2009

CIAO!

Oddio ma quanto tempo è????
Vi sono mancata??????????
volevo dire...niente! sono ancora viva. Manco da ottobre. Purtroppo strada facendo mi sono persa, ma mi ritrovo eh!
Sappiate che...sono felice contenta e piena di cose belle. Ho tanti progetti in mente che la testa trabocca. Sono decisamente più rilassata e tranquilla.
Volete notizie dell'ultima ora?

Ho un gattino il cui nome completo è Camillo Benso Conte di Cavour.
Camillo nome
Benso cognome
Conte di Cavour titolo nobiliare.
Volevo dargli un nome importante, così tutti lo ricordavano. Cacchio quel Camillo ha aiutato mica niente nell'unificazione della nostra Itlia non unificata.
In lista poi c'erano nomi tipo Giulio Cesare, Ottaviano, Augusto, e poi avevo pensato a Slash e anche Bon Scott, ma non volevo finisse come loro. E poi come ha detto la mia saggia amica: Camillo Benso è molto più rock 'n roll!

notizia due...ho battezzato il motorino...sarà stata l'aria delle elezioni,sarà che ne ho dette tante, alla fine invece di farmi squarciare le ruote della moto, ci sono caduta e la sera sono andata alla festa con il vestitino e le ginocchia....come dire... un pò ferite. Però perchè devo dire, tutti quelli di sinistra sono accorsi, perchè sono pure andata a spalmarmi sull'asfalto vicino ai seggi. Comunque sto bene, non mi sono fatta niente, solo qualche graffietto qui e li, senza danni gravi insomma...e per tutti quelli che si chiedono se uso il casco...la risposta vi sorprenderà, ma è si...i carabinieri stanno sempre in giro.

Per ora, non avendo molto altro da dire vi lascio, sperando che il prossimo post sia più ricco...

domenica 5 ottobre 2008

FIABE E CANZONI

You with the sad eyes
tu che hai gli occhi tristi...

Don't be discouraged
non ti scorraggiare

Oh I realize, it's hard to take courage
lo capisco, è difficile farsi coraggio...

in a world full of people, you can lose sight of it all
In un mondo così pieno di gente, puoi perderti di vista

And the darkness there inside you can make you feel so small
e l'oscurità che hai dentro può farti sentire piccolo....


La storia dei colori
Ottobre 1994

Il vecchio Antonio indica una guacamaya che attraversa il cielo della sera. “Guarda” dice. Io guardo l’ardente raggio di colori sullo sfondo grigio di una pioggia in arrivo. “Sembra assurdo, tanti colori per un solo uccello” dico raggiungendo la cima della collina. Il vecchio Antonio si siede su un piccolo pendio libero dal fango che ha invaso la strada principale. Riprende fiato mentre si arrotola un sigaro nuovo. Io mi accorgo, pochi passi dopo, che si è fermato. Torno indietro e mi siedo accanto a lui. “Crede che riusciremo ad arrivare al villaggio prima che piova?” gli chiedo accendendomi la pipa. Il vecchio Antonio sembra non ascoltare. Adesso è uno stormo di tucani a distrarre il suo sguardo. Nella sua mano il sigaro attende il fuoco per tracciare i lenti disegni del fumo. Si schiarisce la voce, accende il sigaro e si mette comodo, come può, per iniziare lentamente…

La storia dei colori

La guacamaya non era così un tempo. Quasi non aveva colore. Era tutta grigia. Le sue piume erano mozze e spesse, come quelle di una gallina bagnata. Era uno dei tanti uccelli che chissà come erano venuti al mondo, perché gli dèi non sapevano né chi né come avesse creato gli uccelli. Ed era fatto a quel modo. Gli dèi si risvegliarono dopo che la notte aveva detto al giorno “Adesso basta”, mentre gli uomini e le donne dormivano o facevano l’amore, che è un bel modo di stancarsi per poi addormentarsi ancora.

And I see your true colors shining through
e io vedo i tuoi veri colori risplendere

That's why I love you
questo perchè ti voglio bene

So don't be afraid to let them show
non avere paura di mostrarli

Your true colors true colors are beautiful, Like a rainbow
i tuoi veri colori...veri colori sono bellissimi, come un arcobaleno

Gli dèi litigavano, litigavano sempre questi dèi, che erano davvero litigiosi, non come i primi, i sette dèi che avevano creato il mondo, i primissimi. Gli dèi litigavano perché il mondo era molto noioso, con soltanto due colori a dipingerlo. E gli dèi erano in collera di certo perché solo due colori si alternavano nel mondo: uno era il nero che emanava la notte, l’altro il bianco che percorreva il giorno, ed il terzo non era un vero colore, era il grigio che dipingeva le sere e i mattini per ammorbidire l’urto tra il nero e il bianco.
Questi dèi erano sì litigiosi, ma erano anche saggi, e in una riunione decisero di fare qualche colore in più, per rendere più allegro il cammino e i momenti d’amore degli uomini e delle donne pipistrello.
Uno degli dèi si mise a camminare per pensare meglio il suo pensiero, e tanto pensava che non guardò la strada e inciampò su una pietra molto grande, sbatté la testa e gli uscì del sangue. E il dio, dopo essersi lamentato un bel po’, guardò il suo sangue e si accorse che era di un altro colore rispetto agli altri due che c’erano, e raggiunse di corsa gli altri per mostrare loro il nuovo colore che chiamarono “rosso”, il terzo che era venuto al mondo.

Show me a smile then, Don't be unhappy,
mostrami un sorriso, non essere infelice

can't remember when I last saw you laugh
non riesco a ricordare l'ultima volta in cui ti ho visto sorridere

If this world makes you crazy
e se questo mondo ti fa impazzire,

And you've taken all you can bear
e hai sopportato fin troppo

You call me up Because you know I'll be there
puoi chiamarmi, perchè sono qui...

In seguito, un altro dio era alla ricerca di un colore con cui dipingere la speranza. Lo trovò dopo un bel po’ e corse a mostrarlo nell’assemblea a tutti gli altri dèi, che lo chiamarono “verde”, e fu così il quarto. Un altro ancora comincio a grattare la terra in profondità. “Che cosa stai facendo?” gli chiesero gli altri dèi. “Cerco il cuore della terra” rispose mentre lanciava la terra da tutte le parti. Ben presto trovò il cuore della terra, lo mostrò agli altri dèi ed essi chiamarono “marrone” questo quinto colore.
Un altro dio andò più in alto che poté. “Vado a vedere di che colore è il mondo” disse arrampicandosi fino lassù in cima. Quando arrivò ben in alto, guardò in basso e vide il colore del mondo. Si abbassò più che poté, inciampando ogni poco, e giunse al luogo dell’assemblea degli dèi e disse loro: “Nei miei occhi vi porto il colore del mondo” e chiamarono “azzurro” il sesto colore.
Un altro dio cercava colori quando sentì ridere un bambino, si avvicinò piano piano e, approfittando di un momento di distrazione, rubò la risata al bambino e lo lasciò in lacrime. Per questo i bambini un momento ridono e il momento dopo piangono. Il dio si portò via la risata del bambino e chiamarono “giallo” questo settimo colore.
A questo punto gli dèi erano ormai stanchi, andarono a bersi dei pozol e si addormentarono lasciando i colori in una scatolina.

And I see your true colors shining
vedo i tuoi veri colori risplendere

See your true colors that's why I love you
vedo i tuoi veri colori perchè ti voglio bene

So don't be afraid to let them show your true colors
quindi non avere paura di mostrarmi i tuoi veri colori

True colors are beautiful, Like a rainbow
i veri colori sono bellissimi, come un arcobaleno

La scatolina non era chiusa bene e i colori uscirono e cominciarono a giocare e a fare l’amore, e così nacquero nuovi e differenti colori. La seiba assistette a tutto questo e li riparò perché la pioggia non li cancellasse, e quando ritornarono gli dèi i colori non erano sette, ma molti di più, e così guardarono la seiba e dissero: “Tu hai partorito i colori, ti prenderai cura del mondo e dalla tua cima lo coloreremo”.
Salirono allora sulla cima della seiba e da lì cominciarono a lanciare giù i colori a caso: l’azzurro si fermò un po’ nell’acqua e un po’ nel cielo, il verde cadde in terra, il giallo-che era la risata del bambino-volò in alto fino a dipingere il Sole, il rosso entrò nella bocca degli uomini e degli animali, che lo inghiottirono e se la colorarono di rosso, mentre il nero e il bianco esistevano già.
Lanciandoli senza neppure guardare dove andavano a finire, gli dèi fecero una bella confusione, tanto che alcuni colori spruzzarono anche gli uomini, e per questo ci sono uomini di diverso colore e di diversa opinione.
Ma, alla fine, gli dèi si stancarono e se tornarono a dormire. Questi dèi, che non erano i primi, i creatori del mondo, volevano soltanto dormire. E allora, per non dimenticarsi dei colori e per evitare di perderli, cercarono un altro modo per metterli al sicuro. Stavano pensando nel loro cuore come potevano fare, quando videro la guacamaya, l’acchiapparono e cominciarono a metterle addosso tutti i colori, e le allungarono le piume affinché li contenesse tutti. E fu così che la guacamaya acquistò i colori, e se li porta ancora in giro, per ricordare a tutti gli uomini e le donne che sono tanti i colori e i pensieri, e che il mondo sarà felice se tutti i colori e tutti i pensieri avranno un posto dove stare.


Subcomandante Marcos
Da “Racconti per una solitudine insonne” (
www.capitanoultimo.it)


canzone: True colors (Phil Collins)

domenica 28 settembre 2008

LA CATENA DI SAN LIBERO - 370

La Catena di San Libero - 27 settembre 2008 n. 370 (riccardo orioles)

Prima volta

Per la prima volta in Campania c'è stato un movimento di massa contro la camorra. Non l'hanno fatto i campani, l'hanno fatto i negri. Hanno fatto casino, hanno sfilato, hanno gridato frasi contro i camorristi e i loro complici. Hanno fatto disordine, hanno dato fastidio alle vetrine. E cos'altro potevano fare? La legge non gli concede nessun altro modo di esprimersi. E lo stesso a Milano: i neri, i senzaviso, i pochi bianchi umani e timorati di Dio hanno finalmente trovato il coraggio di scendere nella strada a dire "basta".

I grandi giornali democratici, che avrebbero avuto un titolo facile facile da sbattere in prima pagina - "La rabbia e l'orgoglio": se non qui, quando? - hanno preferito titolare sui "disordini al corteo" e roba del genere. I "disordini" consistevano in un paio di biscotti - non molotov, non pezzi di selciato: biscottini - lanciati contro il bar dei linciatori.

il movimento, in ogni caso, è partito. E' partito come partono sempre - spontaneamente, umanamente, fra dolore e collera - i movimenti dei poveri. E' successo una volta, dunque succederà ancora. Ne nasceranno cose, anche "politiche", le uniche veramente politiche del momento.

Quanto alla camorra, finalmente hanno mandato i poliziotti (perché non prima? Perché col buffo contorno propagandistico dei "soldati"?) e questo grazie al martirio e alla lotta dei neri, non della popolazione "bianca" ormai asservita. Staremo a vedere se i nuovi poliziotti serviranno a "controllare" ancora di più i neri o, finalmente, a fare la lotta dura alla camorra. Certo con un governo del genere non sarà facile, coi sottosegretati citati come "interlocutori" dai camorristi (l'Espresso è stato minacciato dall'alto, mediante perquisizioni, per aver pubblicato questa storia) e con Bossi che dice "Hanno fatto bene" quando i camorristi assaltano a colpi di molotov i campi zingari. Ma polizia e carabinieri troveranno la forza per fare, governo o non governo, il loro dovere.

Sul piano dell'informazione: perché i neri uccisi dovevano essere tutti camorristi? Nessuno di loro era nigeriano, dell'unica etnia che possiede clan mafiosi. E' come se la mafia, per controllare gl'immigranti del sud (poniamo, nella Torino anni '60) avesse fatto una strage di abruzzesi, lucani e pugliesi risparmiando accuratamente napoletani e siciliani. Terrorismo mafioso, non lotte fra clan, avrebbero scritto allora i giornalisti. Quelli di ora hanno preferito buttarsi sui "neri tutti delinquenti", favoreggiando oggettivamente la camorra assassina (e qualcuno, stando a Saviano, non solo oggettivamente).

A proposito di Saviano: "L'Italia rappresentata da Gomorra" al festival di Cannes. Cazzate. Gomorra non rappresenta affatto l'Italia. Rappresenta i neri vittime e ribelli, rappresenta i ragazzi tipo "Napoli Monitor", rappresenta i bravi preti anticamorra della provincia di Caserta, rappresenta i pochi italiani che, in Campania e altrove, si battono per la dignità umana e dunque contro il governo e la camorra. Noi siamo una minoranza, e ne siamo orgogliosi. Un giorno, tornerà a non essere più così. Ma ora siamo come nel '36. A noi ci rappresenta Saviano. A loro, Lapo Elkann e Calderoli.

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"Niente birra ai nazisti"

"Non si serve birra ai nazisti". A Colonia, su tutti i tavolini, c'era questo cartello. C'erano folle di cittadini, in tutte le strade, decisi a non lasciar passare i nazisti. C'era un sindaco con le idee molto chiare: questa città è antinazista e nazisti non ne vuole. Così, pacificamente, senza eccitarsi troppo e ridicolizzando i violenti, i tedeschi hanno mandato a quel paese gli estremisti della "destra europea".

In Italia le cose sarebbero andate (e vanno) ben diversamente. Se invece che a Colonia fossimo stati a Verona, il corteo dei nazisti si sarebbe svolto, le grida di Heil Hitler e Duce Duce si sarebbero sprecate, ci sarebbe stato uno stillicidio di immigrati picchiati e gay mandati all'ospedale. Qualcuno dei cittadini, con "l'aria da sovversivo", magari ci avrebbe lasciato la pelle. E il giorno dopo il governo avrebbe tranquillamente dichiarato "vabbe', cose che succedono, niente di straordinario in fondo", mentre un ministro avrebbe inneggiato alla Gestapo e un altro alle Ss.

Due generazioni dopo Hitler e Mussolini, i tedeschi sono antifascisti e gli italiani no. I tedeschi hanno legge e ordine, gl'italiani camorra e Calderoli. I tedeschi sono civili e democratici, gl'italiani votano a destra e si menano a ogni occasione. I tedeschi, sicuri di sè, lavorano con due milioni di turchi senza problemi. Gli italiani, insicuri e svenevoli, sono il paese più impaurito del mondo e digrignano i denti appena vedono un altro essere di diverso colore. Eppure i fascisti "duri" erano i tedeschi, noi italiani eravamo i "brava gente", gli Alberto Sordi, anche in camicia nera, paciocconi e umani. Come mai tanto tempo dopo loro si sono civilizzati e noi no?

Il fatto è che il tedesco, persona seria, ha saputo fare i conti con se stesso. Ci voleva coraggio per farlo. Le guerre, Auschwitz, le grandi piazze vocianti di Norimberga. I tedeschi hanno guardato in faccia tutto questo, hanno ragionato freddamente sui loro orrori. Ne hanno individuato i meccanismi, le radici, e hanno deciso "mai più". Non hanno avuto un partito neonazista (come da noi il Msi) corteggiato e infine assunto al governo. Non hanno avuto un neonazismo giustificato e coccolato. Lì, se un ministro dicesse "Onore alle Ss!" sarebbe sbattuto a calci un attimo dopo fuori dal governo. Non c'è un sindaco neonazista di Amburgo o Brema. Lì si ricordano ancora del passato. Ne accettano la responsabilità, da uomini. Non lo vogliono più.

Noi, "brava gente", in realtà siamo dei minorenni. "Non siamo stati noi". Siamo stati ingannati da Mussolini, costretti dai tedeschi, imbrogliati. Noi non volevamo. Non volevamo ammazzare i sindacalisti, o impiccare i libici, o bombardare gli etiopi con l'iprite. L'abbiamo fatto senza accorgercene, senza volerlo davvero, senza colpa. E dunque, tranquillamente, ci siamo assolti - è stato un gioco. E adesso siamo pronti a ricominciare.Qualunque operaio nero, qualunque straniero, dopo quindici giorni d'Italia capisce benissimo la differenza. Fra noi italiani simpatici, brava gente, ma in fondo semifascisti e violenti, e un qualunque europeo noioso e grigio, ma civile.

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Capitale morale Milano.

In vista dell'Expo 2015. Il sindaco Letizia Moratti illustra all'Onu la città del futuro. Il sindaco ha descritto quanto la città e l'Italia stanno facendo per tradurre in realtà gli obiettivi del terzo millennio.
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Milano. Adolescente rumeno morto nel rogo di una casa abbandonata. A provocare l'incendio sarebbero state delle candele che hanno dato fuoco ai giacigli dove dormivano numerosi senzacasa, in un'ex fabbrica alla Falck di Sesto San Giovanni.
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Caput Mundi

"Provvedimenti diretti ad evitare che riciclatori abusivi frughino nei secchioni dell'immondizia".

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La città del buco

Perché il Cern ha improvvisamente sospeso l'esperimento? Lo so, al pubblico hanno detto che s'era guastato un magnete o roba del genere. Vabbè. Il pubblico va tranquillizzato. La verità è che dai primi buchi neri creati sono cominciati a emergere pezzi dell'altro universo, che nessuno riusciva più a distinguere da quello vero. In Sicilia, ad esempio, è sbucata una città fra Taormina e Augusta, alle falde dell'Etna, tutta nera e barocca e in riva al mare. Una città stranissima, in cui la giustizia regna e vengono acchiappati subito intrallazzisti e mafiosi. Assomiglia moltissimo, tranne qualche piccolo particolare, a una città esistente prima del buco nero. Ne siamo stati ingannati in molti, lo confesso, io compreso. Da ciò le notizie incredibili, di cui molti increduli ci hanno chiesto conferma. Ma è tutto vero: per le fregnacce sugli zingari, Ciancio è stato messo sotto inchiesta dalla magistratura, e radiato senz'altro dall'ordine dei giornalisti. Ma questo nel buco nero. Nella Catania antebuco tutto continua tranquillamente come prima.

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(Ma a che serve il cerimoniale?)

Con la presente Addiopizzo Catania è lieta di invitarVi giorno 30 Settembre, alle ore 9:30, presso la Prefettura di Catania, per la presentazione del progetto "Consumo critico", in occasione della quale verranno mostrate le oltre 2.500 firme raccolte tra i consumatori a sostegno dello stesso.Alla conferenza stampa interverranno, S.E. Giovanni Finazzo, Prefetto di Catania, Vincenzo D'Agata, Procuratore della Repubblica di Catania, Edoardo Zaffuto, di Addiopizzo Palermo, Salvatore Fabio, di Addiopizzo Catania, Enrico Colajanni, Presidente di LiberoFuturo e Vice Presidente della FAI,gli imprenditori catanesi Filippo Casella, Antonio Romeo e Andrea Vecchio (Presidente ANCE Catania), Rodolfo Guajana, imprenditore palermitano
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Carissimi,
verrei volentieri, ma come faccio? Fra tutte quelle Autorità vi farei fare cattiva figura coi miei vestiti vecchi e la mia barba lunga. Non sono prefetto, non sono eccellenza, e in quanto a procuratore riesco a stento a procurarmi la cena. Eppoi non ho la più piccola impresa. Tutte cose importanti, come voi giustamente pensate. Verrò con gran piacere appena inviterete gente alla mia altezza: chessò, un meccanico, un parroco di quartiere, un vecchio antimafioso. Nel frattempo cercherò di continuare a esservi utile, ma senza cerimonie. Vostro dev.moriccardo

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Veltroni ha pochi amici, Travaglio non ne vuole

Per capire l'approccio alle tecnologie che caratterizza i protagonisti della politica e della cultura basta giocare un po' con Facebook, il sistema per collegare online amici e conoscenti che sull'onda della sua stessa popolarità si è trasformato anche in una vetrina per VIP. Ogni utente di Facebook può essere contattato da vecchi compagni di scuola che lo scovano all'interno del sistema, e può cercare a sua volta amici da aggiungere alla lista. Walter Veltroni sembra molto attivo su Facebook, e quindi lo contatto per vedere cosa succede. La risposta arriva nel giro di poco tempo, firmata Veltroni ma probabilmente realizzata da un "ghost writer" che cura la comunicazione elettronica del leader: "Caro Carlo è una tecnologia bella ma imperfetta... non posso avere più di 5000 amici. puoi sempre iscriverti alla pagina dei sostenitori".

Le domande si affollano alla mente: cosa costerebbe a Veltroni pagare dei programmatori per un sistema che gli consenta di avere "più amici" e accorciare le distanze tra i cittadini e i loro rappresentanti? C'è proprio bisogno di inseguire la moda dell'ultimo portale o in Italia abbiamo ancora qualcosa da dire su tecnologia e creatività? Cosa colmerà la distanza abissale tra le "pagine dei sostenitori" e i fan club virtuali e quella "democrazia elettronica" spesso invocata e mai realizzata dalla sinistra? Marco Travaglio ha scelto un approccio più chiaro: niente amici, il suo profilo su Facebook permette solo di iscriversi come fans, scelta condivisa anche da Beppe Grillo.

Antonio di Pietro sembra più accogliente, e mi aggiunge volentieri alla lista dei suoi amici. È così che entro nell'olimpo dei cinquemila che possono fregiarsi di questo titolo fino a quando Facebook non deciderà che anche Tonino potrà avere solo dei fans. Ma anche così si rimane a bocca asciutta, con una voglia di partecipazione ben più profonda di un click del mouse. L'esperimento dimostra che i gadget elettronici non sono sufficienti a spostare il potere verso il basso, e che c'è ancora molto da fare per mettere in azione il "potere di tutti", quella omnicrazia che è stata il sogno nonviolento di Aldo Capitini. Una democrazia elettronica fatta da "fans" e "amici" è solo il passaggio dai politici "facce di bronzo" ai politici Facebook, e forse meritiamo di meglio. [carlo gubitosa]
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Associazione Rita Atria wrote:

Il Tribunale della "Libertà" di Catania ha confermato il sequestro del numero zero di Catania Possibile. Il rischio della diffusione ulteriore di tale "giornaletto" è stato evitato alla città e alla sua degna cittadinanza. L'Avv. Fiumefreddo che aveva chiesto il sequestro del giornale (che conteneva un pezzo che lo riguardava) per stampa clandestina ha "vinto". Noi, Associazione Antimafie "Rita Atria" oltre a prendere le distanze da tutte le manifestazioni organizzate dal sig. Fiumefreddo (che non rientrano nella nostra idea di antimafia) invitiamo le altre associazioni a decidere da che parte stare. Speriamo che questo almeno si possa dire e che l'avv. Fiumefreddo non chieda il sequestro del sito per opinioni inopportune

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La casta sicula:
- Giovanni Ilarda, ex magistrato, Assessore della Regione Sicilia, deciso a ridurre drasticamente il numero degli impiegati assenteisti e fannulloni, ha fatto assumere la figlia Giuliana come dirigente, a 75.000 euro l'anno, negli uffici dell'Assessorato ai Beni Culturali;
- Il Sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha fatto assumere senza concorso il figlio presso una società partecipata dalla Regione;
- Giovanni Ilarda, quello di sopra, ha assunto Antonella Scoma, sorella dell'Assessore Francesco;
- Francesco Scoma, Assessore e fratello di Antonella, ha offerto un bel contratto di dirigente a Danila Misuraca, sorella del deputato forzista Dore Misuraca;
- Michele Cimino, Assessore al Bilancio, ha fatto entrare nel suo Gabinetto Ernesto Davila, già autista di Gianfranco Miccichè, Sottosegretario forzista;
- Francesco Ilarda, sempre quello di sopra, ha offerto ospitalità retribuita negli uffici della Regione a Decio Terrana, ex consigliere trombato dell'UDC;
- Pippo Gianni, Assessore all'Industria, ha aiutato ad entrare alla Regione Francesco Regina, anche lui dell'UDC ed ex consigliere trombato.
Giuliana Ilarda ha mollato il posto, a seguito dello scandalo. Aspettiamo analoghe iniziative dagli altri
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Qualcuno, sui muri di Milano, wrote:

Non sarà il buio a far dormire la sua animaTorna alla terra di origine il rifiutato Abbatorna alla terra dove i suoi spiriti lo attendono
Torna là dove l'uomo primigenio si mossee popolò la terra
Partirono i suoi per giungere
alle nostre strade ingratequale viaggio
dovettero affrontare
e qui diversi a guadagnare la vita
Corrono per le vie della metropolii giovani neri e bianchi a gridare
la loro voglia di vitadi gioia e di futurocorrono e gli storpi restano indietro.
Non sarà il buio a far dormire la sua animavive nei cuori dei ragazzinei cuori che sono il futuro
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@gmail.com -- Fa' girare."A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)

martedì 23 settembre 2008

SONO TORNATA CARICA DI MERAVIGLIE

MI è MANCATO TROPPO SCRIVERE POST...
Quindi, immagino che vogliate sapere qualcosa del mio compleanno...
bè non ho festeggiato ieri, ma festeggio sabato con poche persone giusto tutti i miei compagni di classe (13) le mie due cugine e rispettivi ragazzi, la mie carissime amiche ilenia e maria...e altre 100 o 200 persone
ieri, devo dire che la mattinata non è cominciata molto bene dato che ci stava un bel litigio con mamma...(però bisogna dire che è stata la prima volta che mi sono alzata alle sei e mezza per prendere la'utobus delle sette e venti quando di solito mi sveglio alle 7.20 per prendere l'autobus delle 7.20). Per inciso posso dire che mia madre si è dimenticata di farmi gli auguri???
quando sono arrivata alla fermata dell'autobus la rabbia già mi era passata, ero di buon umore, niente da fare...sono arrivata a scuola e in dieci mi sono saltate addosso, cantandomi qualche canzoncina, ovviamente ci hanno riprese per il troppo chiasso nel corridoio, ma noi ce ne siamo posso dire, PROPRIO FREGATE?? Appena sono entrata in classe sulla lavagna c'era una scritta enorme BUON COMPLEANNO ROB e attorno qualche disegnino...ogni volta che uscivo dalla classe e poi rientravo ricevevo un applauso (era davvero imbarazzante) e puntualmente Celeste mi si buttava addosso. E' stata l'accoglienza più bella che abbia mai avuto...e forse anche il compleanno più bello festeggiato a scuola...
passiamo ai messaggini.
Il più stronzo è stato questo.
"Wè la scè gli anni avanzano, il cervello purtroppo è sempre quello." mia cugina Federica
e poi qualcuno più carino
"ops mi sa che oggi la mia pecora nera diventa maggiorenne, benvenuta nel club, piccola peste" mia cugina maria.
Poi c'è stato qualcuno che ha espresso la sua paura rispetto al futuro, a quando avrei preso la patente...e qualche altro che prendeva in giro il mio tatuaggio
il messaggio più bello l'ho ricevuto da Erika, però non lo metto...lo voglio tenere solo per me.
Tornata a casa ho trovato due mazzi di fiori uno di mamma, uno di mio fratello...bellissimi, mamma delle rose, alfo dei girasoli, i miei fiori prefertiti...la casa profuma di buono...
il pomeriggio è trascorso come ogni altro...a parte una cosa NON HO APERTO LIBRO non mi sono nemmeno sforzata di guardarli...mi sono data alla cucina, senza buoni risultati, poi è suonato il citofono, finalmente ilenia era arrivata! Scendo le scale, apro e mi trovo un mazzo enorme di fiori, il doppio di me, e dietro c'erano Ilenia e Maria, arrivate su abbiamo riso e fatto un sacco di chiasso, fino a quando si è fatta l'ora di andare a cena con i miei...ho mangiato troppo, mi sono sentita male...poi ho pregato papà di pregare mamma di non mandarmi a scuola oggi dicendo che anche il prof di religione mi aveva chiesto perchè fossi andata a scuola, potevo fare X! L'ha detto lui, non io!
E adesso sono qua...devo trovare qualcosa di interessante prima di tornare a scrivere...
e ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri...molto graditi...GRAZIE MILLE e un grazie particolare a Kai per il meraviglioso post che mi ha dedicato!!

domenica 7 settembre 2008

IL RIENTRO A CASA

Veniamo quindi alla fine della vacanza. Riguardo Dubrovnik e Venezia non c'è molto di interessante da raccontare. Devo dire che durante queste mete mamma si è comportata piuttosto bene, a parte quando ha costretto me e due che stavano con noi a fare una foto sotto della biancheria stesa...la foto purtroppo non ce l'ho io altrimenti l'avrei fatta vedere...
aaahhh ma nn vi ho raccontato del fotografo rompiballe che trovavi pure sotto al letto. Una sera andammo a vedere le foto (vedere, non comprare, dato che ognuna costava 15 euro) e il fotografo attaccò bottone con mia madre, Maria Teresa si avvicinò a me e fece 'ma tua madre attacca bottone con tutti?' a me davvero le braccia erano cadute per terra....bene il fotografo si gira e mi guarda piuttosto stupito, io lo guardo spaventata quindi nella mia mente elaboro questa frase "e questo che minchia vuole adesso?" pensato, non detto, sempre per le famose parolacce che mia madre non vuol sentire. mi punta il dito e fa "tu, sei sua figlia?" con gli occhi spalancati.
"si, scimmione, lo sono" ho omesso lo scimmione in quel momento.
"no sorelle?"
"no, io nipote lei nonna" e poi me ne sono scappata, prendendo anche mia madre.
Passiamo a me...io a parte qualche eccesso di nervosismo e qualche scherzo molto deficiente fatto a mia madre mi sono comportata bene, ma questo non ha impedito al direttore di crociera di farmi fare una grande figura di cacca.
Una mattina io e mamma ci eravamo perse, non ci trovavamo più a centro della nave, ma...vabbè non stavamo al centro della nave e non trovavamo la stanza, di solito dall'ascensore io svoltavo a sinistra e mamma a destra (io prendevo la direzione giusta mamma quella sbagliata, io ovviamente non le dicevo niente e tornata in camra, controllavo il tempo che aveva impiegato per capire che aveva sbagliato alla grande, ma voi vi direte non si accorgeva che no c'eri?? NO, CERTO CHE NO) torniamo a me, per una volta. Svoltiamo a sinistra come al solito, ma la nostra stanza non c'era allora ho fatto a mamma, per pura ilarità, "mà, ma si è capovolta la nave?" bene, questa grande battuta è stata riportata dal direttore di crocera sul palcoscenico l'ultimo giorno mentre si parlava di cazzate sparate da scemi...se avessi avuto qualcosa a portata di mano gliel'avrei lanciata, lo giuro, ma mamma non vuole che sia violenta...fra un pò ne faccio 18 e sarò conseguibile penalmente...ma io mi chiedo come cazzo abbia fatto quella frase ad arrivare sino a lui dato che io sono certa che in quel corridoio c'eravamo solo io e mia madre...microspie??
Passiamo alla notte del ritorno a casa. Dopo averci sbarcate a Venezia e dopo aver cazzeggiato tutto il giorno a piazza S Marco tra piccioni e fantastici tipi che suonavano, abbiamo mangiato, visitato S Mrco (stupendissima) e verso le nove abbiamo preso un vaporetto e siamo andate in stazione dove abbiamo preso le nostre valige, pagato un botto di soldi e salite in treno. Avevamo la prenotazione in prima classe, vagone 10. Vagone della minkia. Un vagone che decisamente non era di nessuna classe, era semplicemente abbattuto...io già ero stanca sinceramente mi importava molto poco di dove mi buttavano a dormire...quindi dopo aver scoperto che sono un ottimo scaricatore di porto siamo arrivate in cabina, incontriamo un simpatica signora e la sua bimba (logorroica da fare schifo) e ci posizioniamo per dormire, ma perchè i bambini vogliono sempre fare amicizia anche quando trovano ostili come me? Tanto ha fatto, che le ho pure sorriso di prima mattina, con grande stupore di mia madre che non ha perso occasione per parlare.
"oh ha sorriso appena sveglia, come hai fatto, dimmelo ti prego" va beeeeeene...ma indovinate che troviamo sul treno solo una cabina prima della nostra??? Dei baresi cozzali e rumorosi che stavano sulla nave ... ovviamente sono venuti a trovarci nella nostra cabina e si sono presentati!! Che ridere...baaasta...ovviamente mia madre trova un ottimo spunto di conversazione nel fatto della prima classe e si che parte la polemica! La scena era da ridere, se fosse passato un controllore in quel momento sarebbe stato soppresso...peccato, ci sono rimasta male.
Più o meno unoretta dopo passa un controllore e indovinate?? Il vagone della prima classe era rotto...quindi siamo rimasti li.
IO mi addormento tranquilla quando verso le 2 passa un altro controllore che ci invita a spostarci nel vagone di prima classe...bene, ci spostiamo, con mio grande disappunto dato che odio essere svegliata nel bel mezzo del sonno, qualunque sonno sia anche il più schifoso. Ci spostiamo e proprio quando abbiamo messo le valigie a posto arriva n'altro controllore che ci dice che li non possimo stare quindi io lo invito a decidersi perchè sono molto irritata. prendiamo le nostre cose e torniamo dove stavamo. Ci riposizioniamo...sapete?? ho scoperto che baltero...io blatero...ho cominciato a dire cose senza senso fino a che mi sono zittita e tutti si sono messi a ridere...io non ci trovavo molto di divertente. Per la prima volta in vita mia non vedevo l'ora di rivedere mio fratello che ci avrebbe portate a casa.
Mi scuso se il racconto fa un pò schifo, ma sto usando il computer di mia cugina e sono le 11.15 e devo ancora mettermi a studiare, quindi vi lascio...

giovedì 4 settembre 2008

MOSCHEE, BAZAR...E TANTI TANTI TURCHI, POSSIBILE CHE STANNO TUTTI STI TURCHI IN TURCHIA?

Devo dire che Istambul è stata senza ombra di dubbio la giornata più bella.
Colazione in camera alle sette del mattino. Mi alzo del tutto incosciente, mi rendo conto del fatto che mia madre non ha nessuna intenzione di andare ad aprire, fa così a casa figuriamoci se si fa problemi in vacanza. Apro la porta e trovo una deliziosa signorina che mi sorride. Mi dispiace dire che ho solo mugugnato un buongiorno. Chi mi conosce lo sa. La mia voce torna normale solo dopo tre o quattro ore dopo la sveglia. E c'è da dire che non sono solita dire buongiorno, a nessuno, fosse pure il padreterno.
Fatta colazione andiamo alla nostra prima e unica escursione con la guida. In autobus aspettavano solo noi. Ci è toccato sederci al primo posto...come i secchioni...cioè non mi sono mai seduta alle prime poltroncine in vita mia e ci devo finire ad Istambul...la mattina non era cominciata granchè bene. Sarà che per me nessun giorno è un buon giorno.
La guida Tuna, parlava perfetto italiano ed era anche troppo simpatica...per essere turca...

prima tappa la moschea blu...noi eravamo rigorosamente in pantaloncini...ma avevamo con noi i pantaloni della tuta. Quindi prima di entrare ci siamo messe 'reggimi che ti reggo' e ci siamo infilate i pantaloni sopra i pantaloncini con non poche difficoltà...davanti a una gran fila di gente che ci guardava...chi divertito, chi spiazzato, chi scandalizzato. Ho rischiato di cadere tre o quattro volte e mia madre non mi era d'aiuto dato che si rivolgeva alle persone che passavano e diceva

"è normale, fa così anche a casa" riferito a me ovviamente...probabilmente lei non si era vista eh...come se fossi io l'unica con problemi di coordinazione in casa...li avrò mica ereditati da lei? Sarà mica per causa sua se a 15 anni il ragazzo che mi piaceva mi aveva detto che mi avrebbe regalato un girello per natale?...imbarazzante...davvero

vabbè ritroviamo il nostro gruppo fortunatamente e dopo averci coperte a dovere (che palle) riusciamo ad entrare nella bendette moschea blu...purtroppo non posso mettere foto perchè sono venute troppo scure...bè...la moschea...era...era blu...si...immaginatela così...blu...e con tante scritte in arabo...tante tante scritte in arabo. Non c'è molto da dire a riguardo anzi no...quando siamo uscite c'era un porco che appena è passata mia madre ha fatto

"MMAMMMA MMIA" io ho fatto qualche passo e poi mi sono girata e ho detto
"mamma mia di che? scemo!" mia madre mi ha presa per un braccio e mi ha trascinata mia...scusate, ma questa la dovevo dire per forza...

seconda tappa...credo che la seconda tappa sia stata...il venditore dei tappeti e la commessa rompipalle.....(che non ha niente a che fare con il turco rompicoglioni)
ci sbarcano in un lussuoso negozio a tre piani...terzo piano...tappeti...dimostrazione di tappeti...un turco che turco non sembrava ci ha mostrato tutti suoi tappeti, mia madre sembrava abbastanza entusiasta sino a quando una ha detto al tipo che parlava un italiano perfetto...alchè lui ha risposto che aveva lavorato nei villaggi waltur per dieci anni...aggiungendo che le donne italiane erano 'semplici'...mia madre si è incazzata...cercate di immaginare la scena...una stanza al centro vuota, con il tipo e i tappeti stesi per terra e noi seduti su delle panche lungo il perimetro della stanza. Dicevo...mia madre alza la testa e dice

"lei è un gran maleducato, questo è un insulto" dopo di che si alza e comincia a camminare lungo il perimetro della stanza borbottando qualcosa che adesso non ricordo ma sicuramente di non gentile...io ero morta dal ridere...il turco faceva finta di non sentire...era chiaro...

dopo la dimostrazione siamo scesi al piano di sotto alla gioielleria. Quella santa donna di mia madre ha avuto la geniale idea di chidere di una collana...qui sarò breve...non-l'hanno-mollata-sino-a-quando-non-l'ha-comprata. La commessa ci veniva dietro con la collana in mano mentre camminavamo per il negozio, io non ho mai visto niente del genere. Ma il mio divertimento sfiorava il settimo cielo quindi non ho lasciato emergere la mia irritazione.

terza tappa...il bazar...o meglio il bazar degli allupati...turchi che ti giravano intorno a destra e sinistra...che fastidio...fino a che non so come cazzo ci siamo capitate, siamo finite in una stradina dove stavano solo uomini...ho preso mia madre e ce ne siamo tornate indietro...
ed ecco che arriviamo al turco rompicoglioni. All'entrata del bazar c'era un tipo che vendeva il tè mia madre gli ha chiesto quanto volesse...ci credete che ci ha seguite dal bazar fino all'autobus per contrattare il prezzo?? ed erano più o meno 500 600 metri di distanza. E ci seguiva e parlava e che palle!!!
Io già ero abbastanza irritata ma l'apice l'ho toccato quando non ho trovato il bus e il tipo non si staccava da mia madre allora mi sono girata gli ho mostrato il polso e ho urlato

"senti, è tardi non ci rompere le scatole e dileguati", si è fermato ha alzato le mani dicendo "mamma mia" (ma conoscono solo sta frase i turchi??) e si è dileguato. Trovato il bus mi sono tranquillizzata.

ultima tappa...la chiesa di santa sofia...non c'è molto da dire riguardo a questo...stavamo in chiesa e dovevmo uscire per tornare al bus, raggiunta l'uscita mi sono resa conto che mia madre non c'era, allora ho avuto la geniale idea di allontanarmi senza avvisare Tuna e sono tornata indietro...trovo mia madre che contelmplava un arco. L'ho presa e me la sono portata dietro, ma era tardi, ci eravamo perse Tuna e la squadra e in un posteggio di più di 50 bus non è stato semplice trovarli. Niente, nemmeno l'ombra abbiamo vagato per almeno 15 minuti fino a che non ho sentito Tuna urlare...ci stava cercando. Meno male che c'eravamo messe i pantaloni alla moschea o non si sarebbe ricordata di noi...lei così ha detto...

ma io dico, cazzo...perditi quando sei sola...non quando ci sta la guida porca miseria...

per fortuna anche quella mattina angosciante era finita...ma solo per me dato che mia madre ha deciso di andarsi a fare un giro da sola per le strade di istambul dove:
un turco l'ha seguita e due tedeschi l'hanno 'salvata'
ha visto un morto
ed è tornata fidanzata...
non si può...non si può..
IL NOSTRO ESERCITO INVINCIBILE,
I NOSTRI SPLENDIDI EROI DI TUTTI I GIORNI, I NOSTRI GUERRIERI COLORATI CHE OGNI MATTINA VESTITI DI MILLE COLORI OCCUPANO LE AULE, LE STRADE, LE PERIFERIE, I CORTILI DI QUESTA NOSTRA ITALIA,

I NOSTRI FIGLI E I NOSTRI FRATELLI, CHE SONO I NOSTRI SOGNI DI SEMPRE, SEMPRE UGUALI E SEMPRE DIVERSI.
LE NOSTRE PAURE E LE NOSTRE SPERANZE,
I NOSTRI MILLE DUBBI E LE NOSTRE CERTEZZE.

COME LE GOCCE DELLA PIOGGIA DANZIAMO SULLA VOSTRA ARROGANZA E DIVENTIAMO FIUMI DI GIUSTIZIA, TORRENTI IMPETUOSI DI RIVOLTA AI VOSTRI CRIMINI, ALLA VOSTRA INDIFFERENZA COMPLICE, ALLA VOSTRA AMBIGUITA' CONSAPEVOLE.

NOI SIAMO I VOSTRI FIGLI, I VOSTRI FRATELLI, I VOSTRI MIGLIORI AMICI, E SIAMO UNA MOLTITUDINE, UN' ECO SENZA FINE DI SUSSURRI E DI SGUARDI CHE NON FINISCONO.

NON FINISCONO NELLA POLVERE DELLE MACERIE,
NON FINISCONO NEL DOLORE DELLA TORTURA,
NON FINISCONO NELLA VIOLENZA DEL RICATTO,
NON FINISCONO NELLA VILTA' DI CHI ABUSA.

ED E' UN ESERCITO INVINCIBILE, PERCHE' SIAMO I VOSTRI SOGNI PERDUTI, LA VOSTRA UMANITA' SVENDUTA, LA VOSTRA DOLCEZZA RIMOSSA, LA DIGNITA' CHE AVETE TRADITO.

gruppo capitano ultimo